Roma, 1 feb – Se non fosse che Walter Ricciardi è il consigliere di Roberto Speranza, cioè di chi ha attualmente potere di vita e di morte sulle attività economiche del Paese – e sulla tenuta del nostro sistema nervoso –, ad ogni suo intervento ci si potrebbe fare una risata e voltare pagina

E invece no: dobbiamo pure pregare che il ministro della Salute non gli dia retta ogni volta che apre bocca e tratteggia scenari apocalittici, suggerendo restrizioni e lockdown manzoniani da porte di casa inchiodate.

Walter Ricciardi vuole aumentare il distanziamento

Adesso a terrorizzarlo è la cosiddetta variante inglese, a detta degli esperti più contagiosa degli altri ceppi dell’infezione. Per cui, sentite qui, «è bene che la distanza sia tanta. Se il metro, metro e mezzo, era sufficiente per l’infezione ‘classica’, per la variante inglese non lo è». E’ quanto ha detto all’Adnkronos Salute. «Serve un sovrappiù di prudenza. Dunque più distanza, mascherina sempre, scegliendo la tipologia rispetto alla situazione, e mai dimenticare il lavaggio delle mani». Almeno due metri di distanziamento, quindi, per Walter Ricciardi. Vallo a dire a chi deve prendere i mezzi pubblici per andare a lavorare, tanto per fare un esempio.

La mascherina chirurgica non è più sufficiente

E le mascherine? Non servono più? «Non sono un lasciapassare per ‘saltare’ tutte le altre regole. E non sono tutte uguali. Bisogna scegliere quella più adatta al contesto più specifico. E la più adatta a proteggere chi la porta è la Ffp2 , soprattutto negli ambienti chiusi. E’ una mascherina filtrante, quindi è utile sempre in situazioni in cui non si può mantenere un’adeguata distanza». Quindi non vanno più bene nemmeno le chirurgiche? «Le mascherine chirurgiche non proteggono la persona che le porta, è bene portarle all’aperto, rispettando sempre la distanza dalle altre persone», ha concluso.

Zona rossa mon amour

«Riguardo le immagini di assembramenti nelle regioni a fascia gialla, avremo un incremento dei nuovi casi positivi fra tre-quattro settimane – è l’immancabile vaticinio di Walter Ricciardi – Ormai l’andamento di questa epidemia è prevedibile. Sarebbe importante evitare gli assembramenti, ma mi pare evidente che i semplici suggerimenti non hanno alcuna efficacia. Se a questo aggiungiamo che sono state riaperte le scuole, abbiamo la certezza di vedere presto un incremento di casi». E quindi che si fa, si richiude tutto? «Come sa, io sono per la zona rossa in tutto il Paese. Febbraio e marzo saranno i mesi più difficili. A giugno saremo maggiormente al sicuro».

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

2 Commenti

  1. Imbarazzante……….lo vogliamo ricordare in una delle sue uscite migliori ovvero………. mascherine inutili disse il super consigliere delle speranze perse……….. inadeguato, comunista dal ghigno feroce,ha portato con altri l’Italia al fallimento ed alla prossima fame……….bastava difendere i più deboli,i grandi anziani,i malati oncologici………ha distrutto,complice con altri comunisti, l’economia di un paese……….solo i piddogrillini sono più ignobili di questo signore che ci vorrebbe in gabbia………. già di fame stiamo morendo, mancano solo i campi di rieducazione vietnamiti…………o cambogiani.

  2. Se non fosse per Valterino oggi saremmo già tutti stecchiti.
    Visto che ci siamo, perché non facciamo tre metri!.
    Andiamo sul più sicuro.
    Padre Livio mi ha convinto.

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