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Vicenza, 3 ago – Non sembrano essersi placati gli animi a Schio. A più di un mese dall’anniversario del terribile Eccidio, nella galassia dell’antifascismo locale non sono ancora riusciti a digerire che alcuni rappresentanti delle istituzioni abbiano voluto ricordare le vittime di quella violenza deponendo un semplice mazzo di fiori. Ed ecco che allora scattano le minacce, al momento solo a mezzo social. A margine di un post un utente della pagina “Schio antifascista” ha pensato bene di suggerire di aspettare i colpevoli della deposizioni di fiori, l’assessore regionale veneto Elena Donazzan e il consigliere comunale sclendense Alex Cioni, e “quando sono soli prenderli a bastonate”.

Deliri da tastiera o qualcosa di più serio? Chi scrive non può saperlo, certo è che l’episodio indica un clima tutt’altro che disteso ed evidenzia la sensazione di impunità che aleggia tra gli antifascisti. Soltanto pochi mesi fa, a Vicenza, minacce di morte avevano raggiunto l’assessore comunale Silvio Giovine, reo di aver ottenuto l’abolizione della dichiarazione di antifascismo per la richiesta di spazi pubblici.

La risposta di Alex Cioni

Alex Cioni da parte sua non si scompone più di tanto per gli insulti e le calunnie sui social “ricevuti sistematicamente dai fans di sinistra e dall’universo antifascista”, dopodiché – sottolinea – “sarebbe un errore sottovalutare la campagna d’odio aizzata in rete. Questo tipo di comportamenti vanno censurati e sanzionati, da qualsiasi parte provengano. Invece, quando i seminatori d’odio agiscono nel nome dell’antifascismo, a sinistra tendono a tollerarli minimizzando una condotta che invece andrebbe censurata senza alcuna remora. E’ evidente che l’inqualificabile politica dei due pesi e due misure, rientra nei loro fondamentali culturali di base”. Per le minacce ricevute, è stata sporta querela per istigazione alla violenza e all’odio.

Leonardo Stella

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2 Commenti

  1. Qualcuno, dalla memoria corta od ignoranza totale, non tiene presente che “chi cerca trova”!

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