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Agrigento, 3 ago – Ennesima fuga di immigrati dalla tensostruttura di Porto Empedocle. Sarebbero una cinquantina, secondo quanto riferito da polizia e carabinieri, gli stranieri ospiti del centro di accoglienza che tra la notte di ieri e la tarda mattina di stamattina si sono allontanati dalla struttura dopo aver scavalcato le recinzioni. Sale la tensione per chi è rimasto: alcuni tunisini, questa mattina, hanno lanciato vari oggetti contro i carabinieri, tra cui sedie e scrivanie. Lo riferisce AgrigentoNotizie. Le forze dell’ordine sono ora al lavoro per rintracciare i fuggitivi. Alcuni di essi (quattro o cinque) sono già tornati spontaneamente nella struttura nei pressi del porto.

Mentre gli immigrati in fuga si disperdevano nelle campagne circostanti, a Porto Empedocle arrivava la nave quarantena che dovrà ospitare i clandestini sbarcati sulle coste Agrigentine. Si tratta dell’Gnv Azzurra, un’imbarcazione da 700 posti che prima di diventare operativa e imbarcare le centinaia di persone ospiti della tensostruttura di Porto Empedocle sarà sottoposta ai controlli di una commissione. Ad avanzare la richiesta di una nave-quarantena era stato il sindaco di Porto Empedocle Ida Carmina. 

Una volta conclusa l’ispezione tecnica presieduta dalla Capitaneria di porto, la nave attraccherà questa notte a Lampedusa. Lo ha annunciato l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza: «Mi è stato confermato dal Dipartimento dell’immigrazione – ha spiegato – che questa notte verrà portata una nave, vedremo come questo protocollo affidato alla Croce rossa potrà realizzarsi. Domani sarò a Lampedusa per due ragioni: sia per l’emergenza migranti sia per la realizzazione dell’ospedale», continua. Razza ha espresso grande preoccupazione per la la mancata «attenzione rispetto ai protocolli sanitari nella gestione dei migranti. Quello che ho potuto verificare è un eccesso di promiscuità, così come mi ha colpito che nessuno dei migranti, nelle strutture in cui erano ospitati, portasse le mascherine. Non c’è alcun controllo sotto questo punto di vista».

Cristina Gauri

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