Roma, 29 apr – I virologi hanno imperversato in tv fino a un attimo prima che scoppiasse la guerra in Ucraina: ora è la volta delle star della geopolitica, come Alessandro Orsini, che rischia però di apparire come un Galli o un Bassetti. Con la differenza che se infettivologi e virologi allarmavano tutti con il rischio di morire di Covid e per questo invitavano a farsi il vaccino, Orsini cerca di essere lucido sulla guerra. Ma viene additato dal mainstream come un filo-Putin. In tutto questo poi si è innestata la polemica sui compensi, sugli esperti onnipresenti in tv per bieco calcolo e turpe guadagno. Tanto che Orsini arriva a giustificarsi, entrando anche lui nel vortice di una questione inutile – quella dei soldi agli ospiti tv – rispetto a come viene mostrata e analizzata la guerra in Ucraina.

Orsini come Galli e Bassetti. Il prof però non invita a vaccinarsi ma ad aprire gli occhi sulla guerra in Ucraina

In sostanza, Orsini – tra i più preparati in materia rispetto alla media di chi parla in tv del conflitto russo-ucraino – passa un po’ per antipatico (a buon diritto, sia chiaro), un po’ per venale (pure lui ormai, sebbene costretto, parla spesso di soldi), un po’ per troppo poco filo-ucraino. Con il risultato che i suoi detrattori hanno gioco facile ad attaccarlo e sminuirlo. Ma chi fa informazione spettacolo continua ad invitarlo perché appunto fa audience (e talvolta il prof dice pure cose sensate). Oggi insomma a far notizia è Orsini che mette le mani avanti circa i suoi progetti in qualche modo correlati alla sua continua presenza in tv a parlare della guerra. Un doversi continuamente giustificare, rischiando di dare l’impressione di avere la coda di paglia. Excusatio non petita, accusatio manifesta, dicevano i latini meno prosaicamente.

“Ho rinunciato a 70mila euro”

A leggere le agenzie di oggi, infatti, scopriamo che il professore di Sociologia del terrorismo internazionale non va in tv per soldi: “Ho rinunciato a 70mila euro”, dice Orsini. “Ogni giorno dico no a qualche invito e rinuncio a migliaia di euro”, rincara la dose. “Ho accettato di partecipare come ospite abituale nell’unica trasmissione, Cartabianca, in cui non posso ricevere un compenso per via dell’intervento anticostituzionale dei miei censori“, scrive su Facebook. Ma di certo non è una vittima. Come i virologi prima di lui, che hanno scritto libri sul Covid e sui vaccini, anche Orsini si appresta a pubblicare un volume sulla guerra in Ucraina.

“Il mio prossimo libro sull’Ucraina non è un instant book per fare soldi”

“Il mio prossimo libro sull’Ucraina non è un instant book per fare soldi, bensì un libro sulle cause profonde della guerra, a cui lavoro da cinque anni. Affermare che io agisca per denaro è come affermare che io agisca per entrare in Parlamento. Due bufale per screditarmi sul piano personale. Ed evitare di fare i conti con le mie tesi sulla guerra, che, al momento, nessuno ha confutato“, fa presente il direttore dell’Osservatorio sulla sicurezza internazionale della Luiss.

“Il Dio denaro non è il mio Dio”

Infine, una riflessione sui soldi (anche questa suona come una giustificazione ma è la reazione a una serie di attacchi su quanto Orsini guadagni in tv). “Uno studioso deve accettare i soldi quando questi possono accrescere la sua libertà di espressione e deve rifiutarli quando frenano il suo impulso alla verità“, chiarisce l’esperto. “I soldi non vanno demonizzati. Il denaro non è un male se è utilizzato a fin di bene, ma il Dio denaro non è il mio Dio. Altri sono i miei valori. Ai miei giovani lettori dico: non abbiate paura dei calunniatori. La libertà prosciuga tutte le calunnie”, conclude.

Fin qui, la fuffa. A cui il professor Orsini è costretto a dare credito, per difendersi. Resta purtroppo sullo sfondo quanto siano lucide certe sue considerazioni sulla guerra. Una su tutte, che Draghi dovrebbe smettere di inviare armi a Kiev. Ma, si sa, in molti guardano il dito di chi indica la luna.

Adolfo Spezzaferro

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