Roma, 1 giu – “Tornate in ufficio o dimettetevi”. Elon Musk si scaglia contro lo smart working e lancia un ultimatum ai manager di Tesla, colosso della mobilità elettrica di cui l’imprenditore sudafricano è fondatore e Ceo. Con la fine della pandemia, secondo Musk lo smart workingnon è più accettabile”.

Elon Musk contro lo smart working: “Lavorate in ufficio o dimettetevi”

E “chi vuole lavorare da remoto deve essere in ufficio per un minimo (e intendo un minimo) di 40 ore alla settimana o lasciare Tesla. È meno di quanto chiediamo agli operai degli stabilimenti”, ha scritto l’istrionico imprenditore in una email citata da Bloomberg e datata 31 maggio. Il patron di Tesla ha poi specificato: “L’ufficio deve essere un ufficio Tesla, non una filiale non collegata ai propri compiti di lavoro. Tipo essere responsabile della filiale di Fremont e lavorare da un altro Stato”. E ancora: “Se ci sono collaboratori straordinari per cui questo non sarà possibile, giudicherò e approverò direttamente io ogni singolo caso”.

Quel furbacchione di Musk

Sembra chiaro che Musk si rivolga in particolare ai cosiddetti “white collar”, ovvero ai manager che non lavorando in fabbrica hanno il privilegio della flessibilità garantita dallo smart working. La presunta missiva ha generato un’immediata bufera social, tra utenti indignati poiché sostenitori del lavoro da casa e altri che condividono la presa di posizione di Musk. Al solito il leader di Tesla riesce a dividere, far discutere e parlare di sé, anche senza uscite pubbliche dirette. Già perché Musk non ha propriamente confermato di aver scritto la lettera riportata da Bloomberg, affrontando però l’argomento dello smart working con la solita ironia via Twitter. Un follower gli ha infatti chiesto: “Hey Elon, molte persone stanno parlando della mail, vuoi dire qualcosa a chi pensa che lavorare in ufficio sia un concetto antiquato?”. Musk ha replicato così: “Dovrebbero far finta di lavorare altrove“.

Alessandro Della Guglia

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