Roma, 20 giu — Un eroico Aldo Serena interviene contro un marocchino ubriaco per impedirgli di vandalizzare un bar. Accade a Montebelluna, provincia di Treviso, dove l’ex attaccante di Inter, Milan e Juventus ha rischiato la propria incolumità contro il nordafricano che brandendo un tavolino posto all’esterno dell’esercizio commerciale, si apprestava a sfasciarne la vetrina. Il motivo? Vendicarsi del commerciante che gli aveva impedito di portarsi via alcune birre senza pagare.

Aldo Serena salva il bar da un marocchino impazzito

I fatti si sono svolti domenica mattina. Il marocchino, dopo essersi tuffato nella fontana del paese — un grande classico delle risorse boldriniane — si è introdotto nel bar dove ha tentato di sottrarre alcune birre dal frigorifero del locale. Allontanato in malo modo dal proprietario, l’immigrato ha deciso di sfogarsi sulla vetrina esterna del bar, tentando di sfasciarla usando un tavolino come oggetto contundente. A questo punto interviene Aldo Serena, che per primo si avvicina allo straniero, seguito dal proprietario del bar e da un passante, riducendo il marocchino ai più miti consigli in attesa dell’intervento dei carabinieri, che hanno arrestato il 25enne con l’accusa di rapina impropria e aggressione nei confronti del titolare dell’esercizio. L’uomo è stato infatti medicato per una lesione al dito di una mano durante la colluttazione col marocchino.

«L’ho fatto per il titolare del bar. Conosco le fatiche che fanno questi piccoli imprenditori, ciò che hanno passato con la pandemia. Non volevo che quel posto subisse troppi danni. E l’ho fatto perché da piccoli a noi hanno insegnato la partecipazione, l’aiuto reciproco», ha spiegato Aldo Serena al Corriere. Al marocchino «ho detto che lo conoscevo e che ero certo che fosse una brava persona, l’ho invitato a fermarsi. Lui mi guardava e mi ascoltava. Il tempo passava, le forze dell’ordine erano in arrivo. Insomma, cercavo di guadagnare minuti».

 

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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