Il Primato Nazionale mensile in edicola

Napoli, 5 mag – E’ cominciato ieri il grande esodo verso Sud di lavoratori e studenti rimasti bloccati nelle regioni del Nord durante il lockdown. Chi in treno, chi in autobus o chi coi propri mezzi, i nostri connazionali hanno così potuto, con l’avvio della fase 2 avvenuta ieri, fare ritorno al «proprio domicilio, abitazione o residenza» nel Mezzogiorno.



No agli assembramenti e tanti controlli

Una partenza di massa che ha visto il tutto esaurito nelle prenotazioni di voli aerei, treni e bus verso Puglia, Campania e Calabria; ma le stesse prenotazioni e il dimezzamento dei posti disponibili dovuto alle misure di distanziamento sociale contro il coronavirus ha fatto sì che nelle stazioni non si registrassero gli assembramenti che avevano caratterizzato l’improvviso esodo dell’8 marzo scorso. Rigorosi e serrati i controlli: è prevista la misurazione della temperatura per chiunque salga sui mezzi, che potrà farlo solo se provvisto di guanti e mascherina. Una volta arrivati alle proprie destinazioni, si dovrà trascorrere un periodo di isolamento domiciliare volontario della durata di 14 giorni.

Sorpresa al casello

Per molti è scattato invece il rientro con i propri mezzi di locomozione. Ad attenderli ai caselli, imponenti schieramenti di forze dell’ordine e Protezione civile dotati di termoscanner e test rapidi a campione anti-Covid. E, sorpresa, alla Barriera di Napoli una persona su 4 è risultata positiva al test rapido che individua gli anticorpi al Sars-Cov-2. Quello, cioè, che indica se l’individuo testato ha contratto il virus.

Lo ha spiegato Alessio Schiesari, l’inviato della trasmissione su La7 Tagadà che ieri si trovava al casello della città partenopea con operatori sanitari e polizia. Il giornalista spiega che «14 persone su 60 controllate sono risultate positive al test rapido». La procedura d controllo inizia con la verifica della temperatura corporea: «Se è maggiore di 37,5° – ha continuato Schiesari – si passa al test rapido. Chi risulta positivo viene poi sottoposto al tampone, ma i risultati arrivano entro qualche giorno. Si tratta ad ogni modo di persone che avevano la febbre e che sono risultate positive ad un test, un numero importante. Una persona su quattro di quelle controllate».

Un numero troppo alto

«Un numero molto alto – ha così commentato Aldo Morrone, direttore scientifico dell’Istituto San Gallicano –. Questo è un campione, ma il 25% è troppo alto. Vuol dire che queste persone positive agli anticorpi di sicuro hanno avuto un contatto con il virus e quindi quante altre persone avranno contagiato? È il contagio asintomatico di persone che sono state fermate solo perché passavano da una regione all’altra ma che non si sarebbero mai presentate a un controllo». Insomma la cosa più probabile è che i termoscanner fossero tarati male: è infatti possibile che su un campione di 60 persone ben 15 avessero più di 37,5 gradi di temperatura? E’ evidente che il dato non è attendibile. Inoltre di questi 15, praticamente quasi tutti (14) sono risultati positivi al rapido test degli anticorpi, ma nessuno poi positivo al tampone vero e proprio. E’ probabile dunque che i termoscanner fossero tarati male, ma è anche probabile che i test sierologici non siano assolutamente attendibili. A meno che il 25% della popolazione, stando a questo campione, non abbia contratto il Covid-19 e ne sia ormai guarita. Ma in questo caso i numeri di contagiati e mortalità sarebbero completamente stravolti. Insomma i numeri dell'”esperimento di Napoli” lasciano più di un dubbio.

Cristina Gauri

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

Commenta