Udine, 20 nov – Assolto dal reato di apologia del fascismo perché il fatto non sussiste. Per Paolo Garlant, dopo un iter processuale durato due anni, arriva la storica sentenza del Tribunale di Udine. Aveva infatti esposto fasci littori scolpiti e frasi legate al Ventennio nel giardino e sui muri esterni della propria abitazione a Gemona, guadagnandosi una segnalazione alle autorità da parte di qualcuno che evidentemente, quel giorno, non aveva null’altro da fare. Ma i giudici hanno stabilito che i manufatti sono protetti dalle Belle arti, e non possono essere “talebanizzati” da qualche “sincero amico della democrazia”. Soprattutto, che il signor Garlant non si è macchiato di alcun reato di  apologia.

Opere da collezione

È l’aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende”. Così recita una delle scritte che campeggia sulla parete esterna della casa di Garlant, che è un appassionato di storia e collezionista di militaria. Sempre sullo stesso muro il proprietario aveva appeso dei fasci littori, alcuni da collezione: “Dopo alcuni anni dal posizionamento dei fasci e della scritta era stato segnalato il fatto alla Procura della Repubblica, con l’accusa di apologia del fascismo”, spiega Garlant al Gazzettino.

Sentenza storica

Sulla propria assoluzione commenta : “La sentenza non è favorevole soltanto per me, ma per tutti gli appassionati di storia e i commercianti di militaria italiani, fin troppo spesso accusati ingiustamente. La memoria storica va tutelata così come vanno tutelati gli oggetti storici e da collezione”. Merito dell’avvocato Vincenzo De Gaetano, che ha impostato la propria difesa sul decreto legislativo del 22 gennaio 2004 in materia di Beni Culturali che tutela gli oggetti legati al collezionismo storico. La sentenza è accompagnata dall’imposizione, nero su bianco da parte della Soprintendenza, di non rimuovere scritte e fasci littori. Del resto, perché si concretizzi il reato di apologia del fascismo bisogna agire nell’ottica di far rinascere il partito fascista vero e proprio. E non sarà certo l’esposizione di un fascio all’esterno di una casa a mettere in pericolo la democrazia.

Cristina Gauri

Commenta