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pakistanoRoma, 1 ago – Aveva già prestato giuramento di sottomissione al Califfo, voleva raggiungere i teatri di guerra per unirsi alle milizie dello Stato Islamico e riteneva che gli attentati di Parigi fossero una legittima reazione alle operazioni dalla Francia contro l’Isis: sono queste le motivazioni che hanno portato all’ordine di espulsione di un pakistano di 26 anni residente a Vaprio d’Adda. Il provvedimento è stato firmato dal ministero degli Interni come “atto di prevenzione antiterrorismo”.

L’uomo stava inoltre cercando di convincere anche altri connazionali, tra cui la moglie,mostrando “segni di progressiva esaltazione ideologica a sostegno dello Stato Islamico”. Come emerso dalle indagini dei carabinieri, il pakistano è risultato molto attivo sui social network e aveva cercato ed esaminato in Internet documenti e filmati riconducibili al fondamentalismo islamico e al terrorismo di matrice jihadista, tenendo contatti virtuali con persone di orientamento islamico-radicale alcuni dei quali poi colpiti da provvedimenti cautelari per fatti di terrorismo ed espulsi dall’Italia per gli stessi motivi. Tra i suoi potenziali obiettivi, secondo gli investigatori, ci sarebbe stata una rivendita di alcolici, da assaltare a mano armata con armi militari.

L’uomo era arrivato in Italia con la famiglia 13 anni fa, aveva frequentato le scuole in Italia e aveva un lavoro fisso come magazziniere in un negozio di articoli sportivi. Il provvedimento – spiegano gli investigatori – è stato preso dopo una lunga indagine coordinata dalla Procura distrettuale antiterrorismo di Milano in accordo con la Procura nazionale antimafia e antiterrorismo.

Roberto Derta

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1 commento

  1. Perché l’avete espulso? Se lo davate a me, lo legavo ad una panca, gli ficcavo un imbuto in gola e poi giù con gli alcolici. Tra una bevuta e l’altra, una bella fetta di porchetta per abituarlo alle vere gioie della vita.

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