Roma, 17 ott — Potrebbe suonare come il delirante crossover ideato da un qualche regista particolarmente psichedelico: stiamo parlando dell’involontario match «Francesco Facchinetti vs Conor McGregor», avuto luogo ieri sera — sia pure involontariamente per il povero Facchinetti — nelle stanze di un lussuoso albergo romano.



La moglie di Facchinetti: “Poteva ucciderlo”

Il musicista stava trascorrendo amabilmente la serata con la moglie con il campione di Mma. «All’improvviso ha tirato un pugno in faccia a Francesco», è quanto si legge in una storia Instagram caricata dalla moglie di Facchinetti, Wilma Helena Faissol. «Poteva ucciderlo, si è spaccato labbra e naso. Francesco è volato indietro, è caduto sul tavolo…e sto tremando come un vitello». Nessuno ha idea di come una delle tante feste mondane della notte romana, possa essersi trasformata in una scazzottata alla Bud Spencer.

«La prima cosa che ho pensato: è uno scherzo, lo fanno apposta, è un mini-show — ha proseguito la consorte della vittima — ma io sono rimasta paralizzata perché tutte le guardie del corpo di Conor lo tenevano contro il muro, lui voleva continuare a picchiare Francesco. C’era sangue, la guardia del corpo ci ha dato dei fazzoletti e ci ha cacciati via». I Facchinetti promettono battaglia. «Abbiamo fatto la denuncia, è una persona instabile: è pericoloso».

“Aggredito senza motivo”

Anche il diretto interessato, oggetto delle non richieste e violente attenzioni di MacGregor, ha voluto dire la sua, sempre su Instagram. «Il signor McGregor mi ha spaccato il labbro e il naso, mi ha aggredito senza motivo: potevo stare zitto ma uno come lui che tira un pugno, pensate cosa poteva succedere. Mi è andata bene. Lui è una persona violenta e pericolosa. Ho deciso di denunciare Conor McGregor, state molto attenti». Facchinetti nel corso del video ha mostrato i segni della violenza subita.

«La cosa che mi rattrista di più — ha proseguito il musicista — oltre al fatto di essere stato uno dei fan di Conor dalla prima ora, è che i veri fighter non si comportano così. Sanno di avere delle armi al posto delle mani e di certo non si mettono a prendere a pugni il primo a caso che si trovano davanti. Per fortuna, ci sono stati i suoi amici che lo hanno fermato perché lui sarebbe andato avanti a picchiarmi senza ragione…». Enorme la delusione per Facchinetti. «Lo abbiamo accolto come un eroe ed invece è solo un bullo della peggior specie... che delusione… Mi fa pena, ha tutto ma non ha nulla… Lui va fermato perché è pericoloso per gli altri. Ora ho capito perché aveva 20 guardie del corpo. Non per difendere lui dagli altri, ma per difendere gli altri da lui… Un pugno in faccia da 20 centimetri senza un motivo, senza una spiegazione… Quest’uomo è un’arma, va fermato prima possibile perché la prossima volta può finire male».

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

2 Commenti

  1. Sapeva a chi dare il pugno perché se ci fosse stato qualcun altro per il peso piuma sarebbero stati problemi seri.

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