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Roma, 24 ago – La scure censoria di Facebook non si ferma davanti a nulla. Ed è così, quindi, che il noto social network decide di oscurare anche la pagina della Federazione Nazionale Arditi d’Italia, rea di aver pubblicato delle foto dell’Ausiliaria della Decima Mas Fiamma Morini per ricordare la sua recente scomparsa, ed una foto di Rosa Cacioppo, Ausiliaria della Repubblica Sociale Italia, in occasione di una commemorazione.

Niente di nuovo sotto il sole, purtroppo, anche se il tema è molto più complesso perché è sotto gli occhi di tutti che quanto accaduto costituisce l’ennesimo grave attacco del social network a quelli che sono dei principi cardine della nostra Costituzione e che, in modo sistematico, Zuckerberg continua a mettere in discussione. Lo aveva già fatto con la pagina nazionale di CasaPound Italia e coi profili di migliaia di militanti della tartaruga frecciata. E, nonostante due sentenze che hanno visto soccombere il colosso americano, nulla è cambiata. Anzi, il suo raggio d’azione si è sensibilmente allargato andando a colpire un’associazione combattentistica che da decenni porta avanti il ricordo degli Arditi d’Italia che, avulsi da qualsiasi legame col fascismo essendo un reparto che ha combattuto anche nella Prima Guerra Mondiale, hanno scritto le più importanti pagine della storia della nostra Nazione e le cui tradizioni oggi sono portate avanti dal 9 reggimento d’assalto incursori paracadutisti Col Moschin.

La Fnai e il ricorso contro la censura di Facebook

La Fnai ha fatto ricorso e l’udienza è stata fissata proprio per oggi lunedì 24 agosto. Facebook deve rispondere del suo ennesimo attacco alla libertà di pensiero e di espressione. Abbiamo contattato il presidente Nazionale della Fnai, Massimiliano Ursini, che così commenta l’accaduto: “Quello che è successo è un fatto gravissimo tanto più che costituisce una palese violazione della libertà di espressione. Ciò che rende questo fatto ancora più riprovevole è la totale mancanza di rispetto nei confronti dell’Ausiliaria della Decima Mas Fiamma Morini da poco deceduta. Si tratta di una persona che ha vissuto la sua esperienza in guerra e rappresentava un punto di riferimento importantissimo nel campo reducistico. Siamo arrivati alla follia pura. La fotografia che viene contestata da Facebook è quella di Fiamma Morini senza labari della Decima Mas che abbiamo pubblicato nel giorno della sua scomparsa. Questo è un accanimento in stile orwelliano nei confronti di chi oggi ha e cerca di portare avanti un senso di amor Patrio”.

Da Facebook nessuna risposta

Nessuna possibilità di replica, denuncia ulteriormente Ursini. “Tutto questo è avvenuto senza che noi potessimo controbattere”, spiega il presidente Fnai, “perché avremmo voluto spiegare che si tratta di questioni che non hanno alcun legame con la politica. Il nostro è stato solo un atto di rispetto verso chi ha sacrificato i suoi anni giovanili per la Patria. Abbiamo provato più volte a scrivere direttamente a Facebook, mandando anche copia di quanto datomi dall’avvocato ma non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta. Nelle comunicazioni precedenti abbiamo precisato che né la Fnai né i post che abbiamo pubblicato hanno nulla a che fare con l’incitamento all’odio razziale o alla violenza. Non capisco come sia possibile che Facebook consideri “organizzazione pericolosa” un’associazione che porta avanti il ricordo degli Arditi e di tutti coloro che hanno dato la vita per l’Italia. Visto che non abbiamo ricevuto alcuna risposta abbiamo adito alle vie legali: come Fnai chiediamo la riattivazione immediata della pagina nazionale, di quella della sezione di Trieste e di tutti i profili collegati ad esse, nonché il risarcimento del danno subito perché proprio in questo periodo come Fnai stiamo organizzando molte attività in tutta Italia e che, da sempre, pubblicizziamo tramite Facebook”.

Francesco Clun

4 Commenti

  1. facebook e’ sempre piu una associazione a delinquere, in quanto chi limita o sopprime i diritti costituzionali, e’ un delinquente.

  2. “Noi siamo gli arditi/ della terza armata:/ a chi non ci rispetta/ gli diam ‘na pugnalata./ Bombe a man/ e carezze col pugnal”.

    Così bisognerebbe parlare a faccialibro. Altro che avvocati!

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