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Roma, 24 ago – Luca Palamara, indagato per corruzione e al centro dello scandalo delle nomine nelle Procure, se ne sta beato in vacanza grazie all’udienza rinviata al 15 settembre, ma mentre è seduto in un ristorante viene riconosciuto e apostrofato con un “vaffa” a nome di tutti gli italiani che “non sono del Pd o comunisti”. Il video, girato da un cittadino che ha riconosciuto il pm in una località vacanziera – presumibilmente in Sardegna -, è stato pubblicato dall’account Twitter di RadioSavana ed è diventato subito virale.

“Per tutti gli italiani che non sono piddini…”

Questi i fatti. L’ex boss di UniCost, la potente corrente dell’Anm che si spartiva le nomine in procura con le altre fazioni di magistrati, è al tavolo di un ristorante e viene avvicinato da un cittadino che sta riprendendo con il cellulare e che afferma: “Per tutti gli italiani che non sono piddini, pulciosi e comunisti… Per quello che avete fatto“. L’espressione di Palamara mentre ascolta l’introduzione del discorso è sorridente, forse anche un po’ strafottente (di certo il pm sospeso ed espulso dall’Anm non mostra alcuna preoccupazione). Poi chi sta riprendendo prosegue: “Glielo posso esprimere?“, riferendosi a quanto pensa dello scandalo scatenato dalle intercettazioni degli incontri con colleghi e politici dem da parte dell’ex membro del Csm.

“Io sono di destra… qua abbiamo fatto la frittata”

Subito dopo l’autore del video precisa: “Io sono di destra…”. Al che Palamara risponde con il pilota automatico: “Io rispetto tutti, va bene?“. “Bravissimo”, replica il cittadino che poi afferma: “Secondo me qua abbiamo fatto proprio la frittata“. A quel punto però il magistrato perde un po’ di aplomb e di relax e spazientito dice: “Non riprenda niente“. E il cittadino risponde “Lo riprendo per i miei amici“. Al che Palamara ripete scuotendo la testa: “No, non riprenda niente”. E l’altro: “No, non riprendo. Posso andare avanti 70 ore“, aggiunge, sottolineando quanto ha da criticare nei confronti del pm. Anche dai presenti al tavolo non inquadrati arriva lo stesso invito a non riprendere, sempre con toni molto sereni ma spunta il “tu”: “Non riprendere però…”.

“Da parte di tutti noi… vada a fare in culo”

Chi sta girando assicura: “Sì, sì spengo. Comunque – conclude – da parte di tutti noi…” – mentre Palamara annuisce dicendo “Va bene…” – “vada a fare in culo“. Il cittadino si allontana mentre al tavolo del magistrato svanisce tutto il fair play: “Oh, ma che cazzo vuoi, scusa?“. In tutto questo, Palamara ha indosso una maschera sorridente che sembra più una paresi facciale. “Riderà bene chi riderà ultimo”, verrebbe da pensare.

Ecco il video pubblicato da RadioSavana

Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. ghignano sempre,finchè non prendono botte.
    ma se vanno avanti così,non so per quanto ancora rideranno:
    la mia impressione è che siamo pericolosamente sulla lama di un coltello,
    e che dall’insulto alle mani ci passa un soffio…..

  2. […] Ma i fatti in questione sono risultati essere soltanto la punta dell’iceberg: sono infatti emerse decine di intercettazioni che hanno travolto il mondo della giustizia italiana. Al centro dello scandalo una riunione notturna del 9 maggio 2019 all’Hotel Champagne – registrata dal trojan inoculato nello smartphone di Palamara – in cui si parlò delle nomine ai vertici degli uffici giudiziari. Fra i presenti c’erano l’ex presidente dell’Anm, il deputato di Italia Viva Cosimo Ferri (allora Pd), il dem (renziano) Luca Lotti e gli ormai ex consiglieri del Csm Morlini, Lepre, Spina, Cartoni e Criscuoli. Vicenda che è costata a Palamara l’espulsione dall’Anm per “gravi e reiterate violazioni del codice etico” nonché un procedimento disciplinare in corso al Csm. La prossima udienza è fissata per il 15 settembre così da permettere all’ex boss di UniCost di godersi le vacanze estive (non senza imbarazzanti incidenti). […]

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