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Roma, 8 ago — Un brutto episodio di degrado, violenza e fallito multiculturalismo — il solito copione, insomma — quello accaduto a Labaro (Roma) dove due rom hanno ridotto in fin di vita un immigrato nigeriano perché questi li aveva rimproverati, intimando loro di non sporcare il marciapiedi.



Rom riducono nigeriano in fin di vita

I fatti si sono svolti al parco Marta Russo, vicino a largo Quistello. La vittima è un 30enne noto agli abitanti della zona per la sua opera di pulizia dei marciapiedi: uno dei tanti extracomunitari di origine africana che per raggranellare qualche moneta si mettono a spazzare la pavimentazione agli angoli delle strade, o a eliminare le erbacce. Alaba, questo il nome del nigeriano, era ben conosciuto da quartiere. Stando alla cronaca locale non avrebbe mai dato problemi ai residenti. Problemi ne stavano invece dando i due rom che, dopo aver rovistato nei cassonetti alla ricerca di spazzatura da vendere ai mercatini, avevano lasciato il marciapiedi nuovamente sporco. 

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L’aggressione

L’atteggiamento dei nomadi aveva infastidito il nigeriano, che subito aveva intimato loro di raccogliere l’immondizia lasciata per terra dai due. Per tutta risposta, i rom prima lo hanno massacrato a colpi di spranga. Poi si sono messi alla guida di un furgone, nel tentativo di investire il malcapitato. Non riuscendoci, uno dei due è sceso, infierendo nuovamente con la spranga e lasciando il 30enne esanime in una pozza di sangue, con una vistosa ferita alla testa. Sul posto, allertati dai passanti, sono intervenute l’ambulanza del 118 e le forze dell’ordine. Dopo aver prestato i primi soccorsi, i sanitari hanno trasportato l’immigrato all’ospedale Sant’Andrea. L’uomo vi si trova tutt’ora ricoverato e la sua prognosi è riservata. 

Le ricerche

Gli agenti del commissariato Flaminio Nuovo sono sulle tracce dei due rom, ma le ricerche sono tutt’altro che semplici. Nessuno è infatti riuscito a prendere la targa del furgone sul quale i due nomadi sono fuggiti. La polizia sta ora passando al setaccio i campi rom della zona.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

2 Commenti

  1. Domanda da un milione di dollari; i rom hanno agito così perché sono delinquenti o perché sono razzisti?

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