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Roma, 8 apr – Prima alcune aziende, poi i cittadini: sarà in due passaggi la cosiddetta fase 2, ossia la graduale riapertura del Paese dopo la serrata generale per contenere l’epidemia di coronavirus. Il primo allentamento delle restrizioni riguarderebbe piccole aperture per le attività produttive, mentre il secondo interesserebbe una rimodulazione dei divieti per spostamenti e uscite, nonché la riapertura di alcuni negozi. Sarebbe questo l’orientamento emerso nel corso del vertice tra il premier Giuseppe Conte e il comitato tecnico scientifico in vista della scadenza delle misure di contenimento del 13 aprile, stabilita dall’ultimo Dpcm. In ogni caso è ancora presto per ipotizzare date e la linea confermata dagli esperti è quella “gradualità e prudenza” nelle riaperture. Tuttavia, orientativamente si può parlare di prima fase (aziende) a partire dal 14 aprile, e di seconda fase (cittadini e negozi) a partire dal 4 maggio. Questo perché, per quanto riguarda i cittadini, va assolutamente evitato uno spostamento di massa in vista dei fine settimana del 25 aprile e del 1 maggio.

Con la riapertura misure di distanziamento e protezioni obbligatorie

Nella riunione, secondo quanto riferiscono fonti presenti, si sarebbe concordato di garantire alcuni punti fermi per quando inizieranno le riaperture delle attività, a partire dall’applicazione rigorosa di misure di distanziamento e di dispositivi di protezione obbligatori – guanti e mascherine – per chi è a contatto con il pubblico. Dispositivi che anche i cittadini dovranno avere sempre con sé in modo da poterli utilizzare quando si trovano con altre persone o devono entrare nei negozi.

Affluenza minima e turni alternati a lavoro

Per quanto riguarda la riapertura delle attività, nelle imprese, aziende e studi professionali le misure di sicurezza dovranno prevedere il minimo dell’affluenza, continuando a privilegiare lo smart working, il lavoro da casa, mentre per chi va in sede si dovranno prevedere turni alternati divisi per orario o per fasce giornaliere. Il metro di distanza dovrà essere sempre garantito, dunque lo spazio tra le postazioni di lavoro dovrà essere più ampio.

Negozi: code e entrate scaglionate

Le stesse misure di sicurezza si applicheranno ai negozi e a tutti gli altri settori che prevedono la presenza dei clienti. Vuol dire che per fare acquisti sarà necessario mettersi in coda – esattamente come ora quando si va a fare la spesa o in farmacia – ma soprattutto entrare scaglionati. A riaprire per prime saranno le attività con meno rischi per gli addetti. In tal senso, gli scienziati si sono basati su una graduatoria rispetto ai codici Ateco (la classificazione delle attività economiche). Ebbene, agricoltura, costruzioni, cassieri sono individuati come categorie a rischio basso o medio basso, mentre a medio alto o alto sono camerieri d’albergo, addetti alle mense e parrucchieri. Resta chiaro insomma che le ultime attività a riaprire saranno bar e ristoranti.

La scuola non riaprirà

In merito agli spostamenti, resteranno in vigore alcune limitazioni per proteggere le categorie più fragili come gli anziani e i soggetti a rischio. In questa ottica, gli esperti sono contrari una riapertura di asili, scuole e università. Si tratterebbe infatti di far circolare 12 milioni di persone: otto milioni e mezzo di studenti, un milione di docenti e uno di personale, più i genitori. Dunque a quanto pare se ne riparlerà a settembre.

Test seriologici e patente di immunità

Sul fronte sanitario, infine, resta la necessità di pianificare test sierologici e tamponi per effettuare uno screening della popolazione che permetta – una volta raggiunto il rapporto R con zero – di convivere con il virus. In tale ottica è allo studio la cosiddetta patente di immunità, i test sierologici per verificare chi ha sviluppato anticorpi al Covid-19.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. […] Roma, 9 apr – Nuove anticipazioni sul prossimo decreto (le misure in vigore scadono il 13 aprile) gettano maggiore luce su come potrà essere la “fase 2“, la riapertura del Paese dopo la serrata generale anti coronavirus. Fermo restando che molto probabilmente il nuovo Dpcm confermerà gran parte delle restrizioni per almeno altri 15 giorni, si inizia a delineare come sarà il quadro di allentamento progressivo delle misure per contenere i contagi. A quanto pare, la “fase 2” potrà avere tempi e modi diversi nelle varie Regioni, ma la decisione finale spetterà sempre al governo. Sarebbe questa la linea decisa da Palazzo Chigi per gestire l’emergenza a partire dal 4 maggio (data plausibile per la riapertura di alcuni negozi e per l’allentamento delle restrizioni sugl…). […]

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