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Roma, 15 apr – Mentre negli ultimi giorni di febbraio l’Istituto superiore di sanità e il ministero della Salute diffondevano un decalogo, congiuntamente firmato, in cui veniva minimizzata la necessità di procurarsi e indossare mascherine, il “caro premier” Giuseppe Conte, quatto quatto, ne faceva golosamente incetta, lasciando che il ministero della Difesa e quello dell’Interno ne fossero sprovvisti. In tutto mentre nel Paese vi era carenza di mascherine e dpi (dispositivi di protezione individuale) e il personale medico-infermieristico lavorava rischiando quotidianamente la propria vita.

Un ospedale da campo a Palazzo Chigi

Secondo quanto rivelato dal quotidiano romano Il Tempo, Conte avrebbe iniziato a ordinare “mascherine, gel, camici e persino bombole dell’ossigeno” per sé e il suo entourage sin dal 26 febbraio. Si parla anche di “500 mascherine APVR FFP3”, 10 mila mascherine chirurgiche, 900 «camici visitatore non chirurgico», 270 taniche da cinque litri l’una di gel disinfettante, 310 confezioni da 100 pezzi l’ una di “guanti monouso in nitrile”, 330 “camici in TNT idrorepellente con rinforzo”. Per l’ufficio medico di Conte sono state ordinate anche “4 bombole da litri 14, più n.7 bombole da litri 2 per fornitura di ossigeno terapia” e 9mila euro di farmaci extra, un “frigorifero per la conservazione di farmaci e vaccini” e due “defibrillatori semiautomatici Dae”. Praticamente un ospedale da campo dentro palazzo Chigi.

Agli italiani le mascherine non servivano

Risale al 23 febbraio, invece, il decalogo descritto sopra, dove venivano dettate le linee guida alle quali attenersi per fare fronte al contagio da Covid-19. Il punto numero 7 parlava chiaro: “l’Organizzazione mondiale della Sanità raccomanda di indossare una mascherina solo se sospetti di avere contratto il nuovo coronavirus, e presenti sintomi quali tosse o starnuti, o se ti prendi cura di una persona con sospetta infezione da nuovo coronavirus (viaggio recente in Cina e sintomi respiratori)”.

Mascherina solo se si sospetta di avere contratto l’infezione, quindi, o se si devono assistere persone malate. E allora per quale motivo Conte avrebbe fatto le scorte, appena tre giorni dopo? Aveva il sospetto di essere malato? Sospettava lo fosse qualcuno dei suoi collaboratori? Doveva assistere una persona malata? Oppure, semplicemente, non riteneva che le linee guida del ministero fossero attendibili? E se così fosse, allora perché diffonderle rassicurando gli italiani sull’inutilità dei dispositivi di protezione che in seguito sarebbero stati definiti fondamentali? Mistero.

E gli altri ministeri?

Ma non è finita qui. Sempre secondo Il Tempo, se Palazzo Chigi aveva già provveduto a costruirsi il proprio personalissimo arsenale protettivo, il Viminale e la Difesa hanno provveduto a preservare la salute dei propri collaboratori soltanto svariati giorni dopo, precisamente dal 4 marzo, data a cui corrisponde l’ordine di “alcune valigette di pronto soccorso e una fornitura di distributori Abs per gel igienizzante le mani oltre a cartucce di ricambio e flaconi singoli a base di alcol”. E’ stato solo nell’ultima settimana di marzo – quando cioè vigeva il lockdown da almeno due settimane – che il ministro dell’Interno si è deciso ad acquistare “200 mascherine chirurgiche per la protezione del personale dipendente che assicura la presenza giornaliera in ufficio per attività dichiarate indifferibili”. Il 19 marzo è stato il turno del ministero dell’Economia, che sul Mepa (il mercato elettronico delle pubbliche amministrazioni) ha effettuato un acquisto per 1000 coppie di guanti monouso, 20 litri di gel igienizzante e mille mascherine. Il ministero della Difesa, che si è attivato in quei giorni, è infine riuscito ad ottenere 134 termometri ad infrarossi, 2.500 mascherine Ffp2 e 80.869 mascherine chirurgiche, seguito dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Cristina Gauri

11 Commenti

  1. Ragazzi, stiamo attenti a non lasciare che strumentalizzino la nostra rabbia per regolare i loro sporchi affari facendo fuori Conte, per poi sostituirlo con Draghi…
    Temo che si stia creando uno “scandalo” ad hoc per favorire un cambio di regime (magari corroborando la manovra con un lieve allentamento delle misure anticostituzionali di riduzione in cattività).
    Mai come in questo momento é necessaria un’assoluta lucidità. Soprattutto da parte di una testata come il P.N., forse ormai l’ultimo baluardo d’informazione indipendente.

  2. Che vergogna.E pensare che in Toscana dove vivo io le mascherine sono state consegnate alla popolazione la settimana scorsa( 3 mascherine a persona)!Prima non si trovavano.
    Come si puo mandare il personale sanitario in ospedale senza dispositivi di protezione mentre il presidente del consiglio si accaparra mascherine e disinfettante?
    Come possiamo essere governati da persone cosi meschine? Come fanno a dormire la notte questi individui?
    Ma il vero problema e che l’italiano accetta tutto.Presto si scorderà anche di questa porcata!

  3. Io credo che ad un soggetto normo dotato la rabbia scaturisca indipendentemente dal fatto che qualche parte politica fomenta!!
    Qui i fatti sono chiari!
    …Il fomento alla rabbia é altra cosa!!!
    …il fomento alla rabbia é lo strumento che sempre, in modo incondizionato, hanno dovuto subire ben altre parti politiche !!!!!
    Mettitelo in testa ragazzo che scrivi!

  4. cavolo ma le bevete tutte le stronzate…è ovvio che chi di potere deve assicurarsi la possibilità di avere protezioni aggiuntive.. per il proseguo dell’incarico, non sono state tolte ad altri questa è la prassi…. poi vengono enfatizzate con mega titoloni per acchiappare l’attenzione, questo perchè tanti hanno il cervello ossidato da un mucchio di stronzate e non pensa… ma io mi chiedo dopo 2 mesi a scrivere stronzate e spalar merda a tutti non si saranno stancati ?

    • E’ vero. Ma a conti fatti appariranno un po’ troppo “cagasotto” e un po’ troppo ignoranti.., o no?

  5. Cara signora Zagaglia, credo che la rabbia sia un suo problema.Io non ho nessuna rabbia.Esercitavo semplicemente il mio diritto garantitomi dalla costituzione Italiana, di dire quello che penso.E comunque io non sono un “ragazzo”.Buona giornata.

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