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Torino, 15 apr – Sarà un 25 aprile dal sapore antico per l’Anpi. L’emergenza coronavirus impone infatti un ritorno alle origini, con i nuovi partigiani reclusi in casa proprio come ai vecchi tempi. L’associazione in vista del 25 aprile invita caldamente tutti a “esporre dalle finestre, dai balconi il tricolore e ad intonare Bella ciao. In un momento intenso saremo insieme, con la Liberazione nel cuore”. Peccato però che all’Anpi il festeggiamento casalingo non basti. La sezione di Venaria Reale in provincia di Torino infatti, propone di filmare bambini e ragazzi mentre cantano Bella Ciao, chiedendo poi di inviargli per mail i video in modo da poter realizzare, immaginiamo, un unico montaggio. Nella locandina ci sono poi tutta una serie di riferimenti al “25 aprile che non si ferma” e vari “viva la resistenza!” qua e là.

La chat di classe a Venaria

Peccato però che l’iniziativa dell’Anpi venga promossa anche all’interno delle scuole elementari di Venaria, sollevando non poche proteste da parte dei genitori. Alcune maestre hanno infatti raccolto l’appello dell’associazione partigiani, proponendo nelle famigerate chat di classe di far cantare Bella Ciao agli alunni durante l’attività didattica svolta ora attraverso le videochiamate. Questo il messaggio di una insegnante della scuola elementare De Amicis di Venaria: “Gentili famiglie mercoledì chiederò durante la videochiamata di cantare in gruppi la canzone Bella Ciao. Posso chiedervi di farli esercitare qualche volta? Vi invio l’audio con la base musicale”.

La risposta di CasaPound

Come detto molti genitori non sono d’accordo con l’iniziativa, chiaramente di parte. Sulla quesitone si è espressa anche CasaPound. “Molti genitori mi hanno contattato esponendomi il contenuto dell’attività promossa dall’Anpi nelle scuole elementari venariesi”, afferma Tonino Cuttaia, responsabile locale di CasaPound e consigliere comunale a Varisella. “Troviamo vergognoso che si voglia utilizzare dei bambini per fini politici, la festa del 25 Aprile non è una festa Nazionale in quanto non accomuna tutti gli italiani e quella canzone è stata utilizzata da una parte politica ben definita, i minori delle scuole non si possono prestare a strumentalizzazioni di parte”.

Davide Romano

2 Commenti

  1. Ognuno ha le sue fisse, specie ad una certa età… Stì vecchi rancorosi, hanno quella canzonetta (che, come ben sappiamo, non è neanche partigiana….. ma hanno sostenuto bufale ben più vergognose!) aaaaaaaraggi, invece, uno stabile in via Napoleone III a Roma… C’è vó pazzzienza!

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