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Roma, 9 set – La retorica è quasi inevitabile di fronte a una giovane vita spezzata, è comprensibile e difficilmente si riesce a non caderci. Le ricostruzioni false di un omicidio sono al contrario del tutto evitabili, perché oltre a non raccontare la verità, generano speculazioni e criminalizzazioni. Per comprendere quanto siano importanti tatto e cautela in certi casi, oggi su questo giornale abbiamo riportato le parole di Federico Zurma, amico di Willy Monteiro Duarte, che ha categoricamente smentito di aver rilasciato un’intervista al Corriere della Sera. Quest’ultimo non è però il solo giornale ad aver pubblicato un pezzo che rischia di confondere le idee sulla drammatica vicenda in questione.

La durata della rissa

Repubblica, ad esempio, ha pubblicato un articolo a firma Federica Angeli che a partire dal titolo lascia di stucco: “Willy, 20 minuti di botte. E i familiari dei killer: ‘Era solo un immigrato’”. Dove ha preso la Angeli queste informazioni? Possibile innanzitutto che una rissa sia durata così tanto? Ma soprattutto, come si fa ad affermarlo con certezza? Il pezzo di Repubblica non lascia spazio a dubbi e inizia così: “Ci sono voluti venti minuti per uccidere Willy Monteiro Duarte. Tanto è durato il pestaggio del 21enne massacrato a calci e pugni per aver provato a difendere un amico nel centro di Colleferro”. Non ci risulta che altri quotidiani riportino questo dettaglio, ovvero la lunga durata del pestaggio. Anzi, a smentire la ricostruzione fatta dalla Angeli – che fino a prova contraria non era presente sul posto al momento dell’accaduto – è arrivata la dichiarazione di Vincenzo, padre di uno dei ragazzi rimasti feriti nella rissa. A The Breakfast Club, su Radio Capital, Vincenzo ha riferito quanto raccontatogli dal figlio: “L’aggressione non è durata 20 minuti, ma pochi secondi. Nessuno riusciva a fermarli”.

La frase razzista

Perché dunque la giornalista di Repubblica ha esagerato, calcando la mano su un episodio già di per sé terribile? Come se non bastasse, la stessa Angeli riporta nel pezzo un’affermazione che non trova riscontri da nessuna parte. Quella di uno dei familiari degli arrestati: “In fin dei conti cos’hanno fatto? Niente. Hanno solo ucciso un extracomunitario”. Una frase choc, che inevitabilmente colpisce e di conseguenza è stata ripresa da altri giornali che citano Repubblica. Ma anche in questo caso di prove a riguardo al momento non ve ne sono. Nelle ultime ore stiamo insomma assistendo a fiumi di inchiostro sprecati sulla vicenda. Non bastavano i fantomatici gruppi di “estrema destra” di cui avrebbero fatto parte dei bori inguardabili (nessuna prova a riguardo), qualcuno ha pensato pure di criminalizzare le arti marziali (ci manca giusto la condanna della nobile arte da parte di qualche stolto distruttore della classicità). Qualcun altro è andato oltre, tirando fuori dal cilindro improbabili risse infinite e deprecabili frasi razziste. Che amarezza.

Alessandro Della Guglia

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