Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 9 set – Ogni giorno gli italiani si svegliano sapendo che, per non perdere del tutto il senno, dovranno dribblare la quotidiana dose di dichiarazioni di virologi e scienziati. Ogni giorno virologi e scienziati sanno che dovranno attentare alla sanità mentale e alla pazienza degli italiani con la suddetta dose di dichiarazioni. I sacerdoti della nuova religione che mette al centro dell’universo non la vita umana, ma l’evitare la morte per Covid-19 – di tutto il resto si può morire, anzi «tutto il resto» non esiste più – ce la stanno mettendo tutta per inculcarci che la vita come l’abbiamo sempre intesa è finita il 20 febbraio scorso. 

Tocca rassegnarsi e adattarsi. Siamo nell’anno I° dell’Era Covid, e da ieri, per esempio, sappiamo che «La mascherina va vista come il nuovo profilattico: è uno strumento che va utilizzato soprattutto in alcune situazioni». Così è intervenuta la professoressa Ilaria Capua a Di Martedì su La7. «Siamo nel mezzo di un’emergenza pandemica, dobbiamo imparare a convivere con questo virus. Abbiamo imparato alcune regole, ora dobbiamo applicarle all’ordinario». Benvenuti nel nuovo ordinario. «Sono molto ottimista per quanto riguarda l’Italia, c’è circolazione virale ma il numero di casi gravi è a livelli bassissimi», sostiene la Capua.

Nonostante le premesse, la scienziata ammette che «le terapie intensive sono a livelli normali, gli italiani hanno capito cosa bisogna fare per evitare il contagio: questa è l’unica mossa vincente per tenere il virus il più lontano possibile da se stessi e dagli altri. Mi auguro che il grosso delle vite perdute ce lo siamo lasciato alle spalle, credo che questa situazione ci obbligherà a cambiare comportamenti. Come fu ai tempi dell’Hiv, trasmissibile per via sessuale e non respiratoria, la pandemia è stata fermata con il cambiamento dei comportamenti», aggiunge. Sì, ma l’Hiv lo si trasmette scambiandosi aghi infetti o in camera da letto: le possibilità di contrarre l’infezione riguardano, quindi, poche circoscritte situazioni, e non la gamma completa delle attività umane, come invece accade per il coronavirus. Il mondo non si è fermato due mesi per l’Aids, l’economia non è stata messa in ginocchio, non vi sono Dpcm che sanzionano chi decide di non indossare il preservativo. Un consiglio ai virologi: se volete martellare sulle «nuove abitudini», almeno fatelo utilizzando un paragone meno zoppicante.

Cristina Gauri

Commenta