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Milano, 22 apr — Cosa hanno in comune Fedez, suo figlio Leone, il Ddl Zan e gli smalti per unghie? A quanto pare, «la lotta all’omotransfobia» potrebbe non essere una risposta esaustiva.



L’amore di Fedez per gli smalti…

Il nostro Fedez, per gli smalti, ha una fissazione da tempo: come molti rapper che cavalcano il trend rilanciato da A$AP Rocky, si immortala spesso e volentieri con le unghie multicolor, invitando i suoi follower a «esprimere la propria creatività» come meglio credono. Si può dire senza tema di smentita che il rapper, in materia di nail art, è più scatenato della moglie. Moda che, discutibile o meno, rappresenta uno dei classici «corsi e ricorsi storici» proposta da un parterre infinito di star della musica: da Kurt Cobain a David Bowie, passando per Keith Richards, e per attori come Jared Leto, Johnny Depp e financo Brad Pitt. Niente di incredibile, insomma.

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… e per il Ddl Zan

La passione di Fedez per gli smalti ritorna alcuni giorni fa, quando il rapper marito della Ferragni attacca il senatore Simone Pillon in difesa del Ddl Zan, parlando della necessità di tutelare la libertà del proprio figlioletto «di mettersi lo smalto sulle unghie senza essere discriminato o bullizzato». Una libertà che, stando a Fedez, sarebbe possibile difendere solo con l’approvazione del controverso decreto contro l’omotransfobia.

Il lancio della linea di Layla

Fino a ieri, quando il rapper, sempre sulla propria pagina Instagram, posta il video di lancio di una linea di smalti semipermanenti in collaborazione con l’azienda Layla cosmetics. «Semipermanente NooN. Durata fino a 4 settimane. Per questa speciale limited edition, Layla rivisita, nella grafica e nel materiale, il classico flacone da 10 ml. Fedez sceglie un packaging in materiale sostenibile e compostabile al 100%», si può leggere sul sito di Layla. Il costo del singolo smalto è di 17,75 euro — prezzo standard di un semipermanente. Neanche a dirlo, il sito è stato letteralmente preso d’assalto dalle richieste, tanto da andare in crash dopo due minuti. Hai capito l’alfiere della lotta all’omotransfobia?

Commenti maliziosi a parte, non possiamo che «congratularci» con Fedez: ormai non più scolaretto della moglie ma businessman navigato, ha trovato il modo di unire famiglia, passioni, (discutibili) battaglie ideologiche un tanto al chilo e, last but not least, il portafoglio, tutti sotto la stessa campana. Peccato solo che a rimetterci saranno, come al solito, quei milioni di italiani che verranno colpiti dall’ennesima legge liberticida e infame. Però avranno delle unghie bellissime.

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. Opportunismo allo stato puro. Questa strumentalizzazione è consentita da un sistema laico, ateo guidato, democratico in antitesi allo Stato gerarchico, eticamente rispettoso dello spirito, del sentimento e della storia propria ed altrui. Come il socialismo, la democrazia è un termine che da solo è privo di qualsiasi forza…
    Certi “fenomeni” sono responsabili dello sfruttamento dei figli (diversamente dai proletari che erano e sono dei forzati), sentendosi perfettamente impunibili.

  2. wow questo sito è pieno di bigotti, certo che le cercate proprio tutte, pur di andare contro ai diritti gay…
    piuttosto, tornatevene nelle chiese, che sono sempre più vuote.

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