Trieste, 20 nov — In Friuli i contagi sono più altri che altrove a causa della contiguità geografica — e la mancanza di controlli — con la Slovenia. Altro che «le manifestazioni dei portuali di Trieste hanno fatto innalzare la curva dei contagi», come ripetuto alla nausea da politici e giornaletti accodati nelle scorse settimane per demonizzare e delegittimare la protesta contro il green pass. Altro che «contro i no green pass servono leggi speciali come per i brigatisti», tesi suggerita dal primo cittadino Dipiazza.



In Friuli contagi altissimi per la vicinanza con la Slovenia

«Il virus è entrato per contiguità geografica con una zona come la Slovenia che è in condizioni molto molto drammatiche. Un tampone su due in Slovenia è positivo. Le terapie intensive in Slovenia sono strapiene, non ci sono posti letto. È una situazione veramente tragica». Lo sostiene «la scienza» — quella che piace tanto a politici, virologi e giornalisti — cioè i medici del Friuli-Venezia Giulia, riuniti nell’Anaao Assomed (Associazione dei medici e dei dirigenti Sanitari). la responsabilità è da attribuire, quindi, alla scarsità di controlli al confine (con la Slovenia a est e con l’Austria a nord, anch’essa messa in difficoltà da un exploit dell’epidemia). Desta preoccupazione, quindi, anche la situazione della provincia autonoma di Bolzano. «L’anno scorso la Slovenia aveva posto delle barriere fisiche che impedivano il passaggio a cittadini italiani in Slovenia e viceversa», ricorda il segretario Anaao Assomed.

Fedriga: controllo green pass ai confini

E ora il governatore Massimiliano Fedriga, chiede «il controllo del Green pass ai confini». Gli fa polemicamente eco il vice Riccardi: «Lo dico dal gennaio 2020, dalla prima stesura della prima ordinanza». Da un anno e mezzo, sottolinea, «è mancata una solidarietà europea, cioè i meccanismi di sicurezza di sorveglianza sanitaria sono stati molto diversi tra i Paesi. Non credo sia accettabile che ci siano Paesi che non consentono agli italiani di andare in determinati momenti, e adesso ognuno fa quello che vuole».

Nessuno più demonizza i portuali 

Gli echi delle gogne mediatiche contro i portuali «untori no green pass» sembrano essersi spenti. Nessuno più punta il dito contro di loro? Lo spettro dell’innalzamento dei contagi causato dalle manifestazioni serviva solo a buttare acqua sul fuoco della protesta? «La Slovenia ha anche pochi vaccinati, e l’Austria è zona dell’Europa dove il contagio ora sta dilagando», insiste Fedriga. In Slovenia nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 8.274 tamponi molecolari da cui sono emersi 3.517 positivi al Covid, con una percentuale del 42,5%. Le persone ricoverate sono 1127 (+23), delle quali 256 in terapia intensiva e i decessi sono stati da ieri 20. Solo il 54% della popolazione ha ricevuto una dose. Come si è quindi potuto, con così tanta sicurezza, dare degli untori ai manifestanti no green pass, in un Paese che non è mai riuscito davvero a tracciare le linee di contagio o stabilire una politica ferma sugli ingressi dagli altri Paesi?

 Cristina Gauri

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. Adesso la colpa è della Slovenia? Sono ottusi diventati tutti esperti della contaminazione crociata?!
    Pensassero ad epatiti, leucemie, sla, sclerosi multipla… esperti del nulla!

Commenta