Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 14 dic – È bastata una pacifica cena di Natale per far scattare una bieca caccia all’uomo caratterizzata da insulti e minacce recapitate tramite social network, messaggi al cellulare e telefonate anonime. La vittima innocente è il titolare de “La locanda della Zucca”, Dario Padovani, reo di aver aperto le porte del suo ristorante ai militanti e simpatizzanti della Lega di Ferrara che, come da tradizione, hanno organizzato una cena per scambiarsi gli auguri in vista delle imminenti festività natalizie.

La cena “incriminata” della Lega di Ferrara

L’appuntamento, previsto per giovedì prossimo alle ore 21, che vedrà la partecipazione anche del sindaco e del vicesindaco del capoluogo, è stato pubblicizzato da una locandina diffusa via social. Sul volantino sono stati riportati i volti dei consiglieri Pd, Aldo Modonesi e Ilaria Baraldi, in situazioni piuttosto buffe ma per nulla offensive. La Baraldi, infatti, appare all’interno della benna di una iconica ruspa in compagnia di due sardine e il Modonesi, invece, su una macchina e su un fac-simile di una patente.

La boutade a sfondo politico non è stata gradita e a pagarne le spese è stato il povero oste Ferrarese: «Da quando è circolato l’invito alla cena, si è davvero scatenato contro di me un putiferio. Chiamate intimidatorie, messaggi e mail di clienti che mi hanno detto che da me non sarebbero più venuti manco a prendere il caffè per via di aver ospitato la cena del Carroccio – queste le dichiarazioni rilasciate al Resto del Carlino dall’incredulo Padovani – addirittura persone che hanno chiamato minacciandomi di querela. Davvero un odio insensato e di una violenza inaudita. Ancora faccio fatica a capacitarmene».

Un onesto imprenditore

Il ristoratore di Ferrara sente di essere stato investito in pieno dalla macchina dell’odio solamente per aver cercato di svolgere il suo lavoro. Non a caso, come egli stesso ha tenuto a precisare, le porte del sua osteria sono aperte anche ad altri esponenti di un qualunque altro partito: «Se domani PD o 5 Stelle vogliono organizzare una cena non hanno che da chiedere». Insomma la scelta di ospitare la cena natalizia della Lega non è stata dettata dall’ideologia ma dal dovere di svolgere il proprio lavoro e la locandina, che ha generato questo enorme polverone, non è stata una trovata del locale ma del gruppo ferrarese del Carroccio.

A tutto ciò si aggiunge un ulteriore elemento alquanto rilevante: prima di gestire la “Locanda della Zucca”, il Padovani, aveva la “Tana del drago” a San Bartolomeo in Bosco. In quel locale, molto frequentemente, andavano a mangiare esponenti del Partito Democratico, a cominciare dal sindaco e dal vicesindaco, e sono sempre stati trattati alla stregua di tutti gli altri avventori, con rispetto e professionalità.

Fortunatamente non sono mancati i segnali di solidarietà nei confronti del titolare de “La locanda della Zucca”. In questi tempi così difficili, chi cerca di portare avanti un’attività imprenditoriale, rispettando le regole e garantendo lo stipendio a tutti i dipendenti, insomma, si vede in un batter d’occhio e per un futile motivo minare la sua professionalità costruita in anni di sacrifici. Questi imprenditori come Dario Padovani, di tanto altro avrebbero bisogno tranne che delle cieche e scomposte intimidazioni di alcuni fanatici progressisti: loro, come al solito, i veri fabbricatori di odio.

Alessandro Boccia

2 Commenti

Commenta