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“Festeggiamenti con un coro nazionalista”: un’altra idiozia Mondiale colpisce la Croazia (Video)

by Andrea Grieco
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Croazia

Roma, 13 dic – Dopo l’inutile e assurda polemica del Washington Post sul perché dell’assenza di giocatori neri ne La Selecciòn argentina, ora è il turno di Fanpage, il quale infiamma le proprie pagine con la polemica sul coro cantato dalla nazionale di calcio della Croazia per festeggiare in seguito alla vittoria ottenuta ai calci di rigore contro il più quotato Brasile di Neymar, successo che ha consentito a Modric e compagni di superare i quarti di finale del Mondiale in Qatar e approdare così in semifinale, dove affronterà questa sera proprio la sopracitata Argentina, trainata da Lionel Messi.

“Lijepa li si”, un secondo inno della Croazia

La polemica che sta toccando la compagine del Ct Dalic riguarderebbe la connotazione politica della canzone intonata dalla nazionale croata riunita dopo la vittoria. Si tratterebbe di “Lijepa li si”, brano del cantante croato Marko Perkovic, voce del gruppo Thompson, molto popolare in patria e noto anche per la sua partecipazione come combattente durante le guerre jugoslave (da qui il nome di battaglia “Thompson”, famoso fucile inglese, e in seguito nome del gruppo) tra le file della Guardia nazionale (ZNG). Fanpage si è schierata subito in prima linea per denunciare l’appartenenza politica di Perkovic, gridando immediatamente al fascismo e condannando il sentimento nazionalista che contraddistingue tutto il popolo croato.

Per un calcio identitario contro il calcio moderno

Il testo di “Lijepa li si”, che si potrebbe tradurre in italiano come “Ma che bella sei”, è un inno romantico dal sapore patriottico che racchiude l’insieme delle tradizioni popolari croate unite nel ricordo dei caduti: un vero e proprio secondo inno della nazione, eseguito di norma al termine delle partite della nazionale. In un Mondiale fondato sullo sfruttamento capitalistico e sulla morte del calcio come fenomeno popolare, in un mondo del calcio che preferisce fasce arcobaleno al braccio e ridicole genuflessioni, noi preferiamo il genuino amore per la patria da parte di un popolo che durante un evento in tale portata si ritrova unito e rappresentato dalla propria nazionale.

Andrea Grieco

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