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Roma, 9 set – Picchiato e poi investito due volte con l’auto. E’ morto così Filippo Limini, 24enne di Spoleto, dopo una rissa tra coetanei in un parcheggio vicino a una discoteca a Bastia Umbra il 15 agosto scorso. Tre ragazzi di origine albanese sono stati arrestati con l’accusa di omicidio. Avete letto questa notizia sulla prima pagina di Repubblica? Avete notato la grancassa mediatica batterla continuamente? Oppure intravisto decine di cronisti aggirarsi in provincia di Perugia come accaduto dopo la morte di Willy a Colleferro? No, non avete assistito a nulla di tutto questo e al contempo non vi siete sciroppati lunghissime analisi sulla società malata, il presunto razzismo dilagante e le pericolose arti marziali miste che secondo certi fini analisti generano mostri.

Picchiatori sconosciuti

Come mai? Perché la morte di Filippo è passata quasi sotto silenzio sui grandi media a differenza di quella di Willy? Eppure, a ben vedere, si tratta di due analoghe quanto drammatiche vicende. Nessuno però vi ha descritto i ragazzi che hanno picchiato a morte Filippo, non sappiamo insomma se erano dei “bori”, se praticavano sport da combattimento, se spaventavano i coetanei con i loro metodi violenti, se si vestivano da tamarri, se avevano tatuaggi, se amavano la trap, se guardavano Gomorra o Romanzo Criminale. Non lo sappiamo e quindi possiamo ipotizzare pure tutto il contrario, ovvero che solevano giocare con lo yo-yo, vestirsi da damerini, ascoltare Handel, leggere romanzi rosa, aiutare anziane signore ad attraversare la strada e guardare innocenti cartoni animati (magari non Kung Fu Panda).

Il telecomando dell’indignazione

Sia come sia, semplicemente nessuno ha pensato di strumentalizzare e politicizzare quella tragedia. Niente caccia alla strega “fascista”. Come se non fosse funzionale a improbabili disamine sociologiche, perché i picchiatori non erano immediatamente caricaturabili o almeno non corrispondevano all’immaginario forzato di chi punta tutto sull’indignazione telecomandata. Così la morte di Filippo Limini non ha innescato alcuna speculazione e nessuno si ricorderà dell’omicidio di Spoleto, viceversa quello di Colleferro riempirà le pagine dei giornali ancora per giorni. Potremmo poi citarvi molti altri episodi drammatici finiti presto nel dimenticatoio e in ogni caso meno considerati dai media. Da Pamela a Desirée, passando per Flavio e Gianluca, adolescenti di 15 e 16 anni trovati morti in casa a Terni dopo aver assunto metadone fornito da un tossicodipendente antifascista.

Numeri guastafeste

Potremmo parlarvi di decine di risse finite nel sangue negli ultimi anni e non solo, perché risse, aggressioni e pestaggi ci sono sempre stati. E al contrario di quanto possiamo leggere oggi nei libelli di nientologia, non stiamo affatto assistendo a un improvviso buco nero della società permeata da violenza e razzismo impliciti. A dirla tutta in Italia sta accadendo esattamente il contrario, come dimostrato dai dati sugli omicidi. Basterebbe dare un’occhiata al database dell’Istat: nel 1990 in Italia gli omocidi erano stati 1.794, nel 1991 1.938 e nel 1992 1.476. Parliamo di numeri superiori fino a cinque volte quelli degli ultimi anni, visto che nel 2017 gli omicidi sono stati 357 e nel 2018 ancora meno: 345. Maledetti numeri guastafeste, e noi che stavano abboccando a percezioni pilotate e realtà artefatte.

Eugenio Palazzini

28 Commenti

  1. Ingoranti presuntuosi che non siete altro! Ma come fate a scrivere queste cose? Come fate a parlare di “rissa” di fronte al caso di Willy? Non è che una storia è più triste dell’altra!
    La differenza la fa il movente: il 21enne che chiamate Willy è stato ucciso a botte da degli uomini perché era nero e loro erano fascisti. Questo non solo segna un evento grave per cui molti piangono la morte del ragazzo, ma denuncia una situazione sociale gravissima! Ovvero che esiste la cultura della razza, l’ideale della supremazia dell’uomo italico coi bicipiti grossi e il cazzo piccolo che deve picchiare un ragazzino per sentirsi importante, all’altezza del povero caro, vecchio, morto appeso Zio Benito.

    • Signora Irene, a parte il fatto che siete una grandissima maleducata e gli insulti, per quanto mi riguarda, ve li rispedisco al mittente, vi domando: ma voi avete degli elementi probanti per dichiarare che il movente del pestaggio ai danni del Duarte sia stato l’essere di razza negroide? Possedete, inoltre, le prove certe che dimostrino il fatto che i fratelli Bianchi e chi con loro, siano stati, a tutti gli effetti, responsabili della sua morte? Cosa vi fa supporre, inoltre, che i sospettati dell’omicidio (perché vi ricordo, che tali sono, ameno, fin’ora) propendano per l’ideologia fascista e in che modo questa possa essere risultata determinante ai fini dell’aggressione e dell’eventuale omicidio?

      In caso affermativo, vi invito a contattare gli avvocati della famiglia Duarte e/o a recarvi anche presso una caserma dei Carabinieri in modo da fornire tutti gli elementi in vostro possesso. Altrimenti, vi consiglio di tacere.

  2. Siete dei pagliacci perché gli unici articoli sul vostro sito riguardanti il povero Filippo Limini sono stati pubblicati il 9 settembre. Avete sfruttato il suo nome in maniera malevola, paragonando due morti orribili: potevate mettere in evidenza la morte di Filippo Limini senza dover fare il paragone tra la morte di un italiano e quella di uno “straniero”. Ma cosa ve lo dico a fare?

  3. Siete dei pagliacci perché gli unici articoli sul vostro sito riguardanti il povero Filippo Limini sono stati pubblicati il 9 settembre. Avete sfruttato il suo nome in maniera malevola, paragonando due morti orribili: potevate mettere in evidenza la morte di Filippo Limini senza dover fare il paragone tra la morte di un italiano e quella di uno “straniero”. Ma cosa ve lo dico a fare?

  4. Ho letto con interesse l’articolo “Filippo ucciso come Willy. Perché i media l’hanno ignorato?” e vi stavo dando un parte, seppur piccola, di ragione.

    Poi mi sono messo a cercare tra gli articoli di cronaca del vostro giornale, sono risalito sino al 15 agosto, data della morte del povero Filippo Limini, ho usato anche l’opzione ricerca del vostro sito, con la voce “Filippo Limini” o “Bastia Umbria”.

    Ma non ho trovato nulla.

    Per cui, riprendendomi quella seppur piccola parte di ragione che volevo darvi, mi sorge una domanda.

    Avete già fatto 2 articoli su Willy. Perchè a suo tempo non li avete fatti anche sul povero Filippo ?

  5. Cara Irene, ha finito la scorta di psicofarmaci? Perché credo sia l’unica spiegazione per il suo commento! Provi a leggere qualcos’altro, oltre ai soliti blog da cerebrolesi di sinistra, il movente razziale è stato escluso dagli organi inquirenti. Di conseguenza è una rissa avvenuta per futili motivi, come quella ch’è costata l’esistenza a Filippo Limini, che ha la colpa d’essere un caucasico autoctono e quindi non è degno della vostra morbosa attenzione. La situazione sociale gravissima risiede nel permettere, a cerebrolese come lei, di pensare e quindi scrivere idiozie. Ovviamente esiste la cultura della razza, noi siamo caucasici e fieri d’esserlo, come possono altrettanto vantarsi i negroidi oppure gli asiatici, non si tratta d’affermare la supremazia di un’etnia rispetto alle altre, solo di mantenere le proprie peculiarità, come per qualsiasi altra specie vivente. Io ho i bicipiti grossi, ma anche il membro equivalente per la mia fisicità, probabilmente lei è abituata alle mezze seghe fisiche e mentali che frequenta, non si lanci in digressioni che non le competono, torni ad assumere farmaci e non venga ad ammorbare le oasi di libertà.

  6. Irene sei squallida, scontata e ottusa nella tua analisi….voi volete vedere solo quello che vi fa comodo!! L’Italia non è un paese razzista fa comodo a voi finti buonisti far credere che lo sia per rimanere a governare ….io sono per l’ordine e la disciplina per chiunque sia chiaro!!!

  7. Beh insomma, magari nel caso del povero Willy il movente non è di natura razzista. Credo,ma è un parere personale, che visti i soggetti chiunque si fosse interposto a loro avrebbe subito la stessa sorte. Da qui a dire che in Italia non esistano persone razziste lo trovo forte. Trovo invece di cattivo gusto il paragone, per una serie di motivazioni/inesattezze citate nell’articolo sopra: 1) La repubblica ha riportato l’accaduto (15/16 agosto), 2)i ragazzi sono italiani e non albanesi (per favore non strumentalizziamo gli articoli, è la base del giornalismo serio), 3) i particolari sono a disposizione nell’articolo che si può trovare sul web. Detto ciò quello che rimane, e spero di non essere smentito e che 2 giovani vite sono state spezzate, per futili motivi e che la rabbia e la capacità di offendere (nel senso di recare offese alla persona) sta diventando dilagante perché non siamo più in grado di comunicare. Invece di evolverci stiamo tornando indietro come società.

  8. Grazie di averlo fatto notare: attenderò con ansia e garantismo che la mano di questo articolo smentisca quello che lei ha detto, ma ne dubito: sono già passati due giorni. Dopodiché, per quanto vale, la lunga lista dello squallore si allungherà con Eugenio Palazzini…

  9. Non importa nulla su quello che ha fatto questa pagina, ma il fatto che ha messo in evidenza una semplice realtà. Che un “nero” assassinato fa in media più Audience e questa è una cosa che deve finire. Punto.

  10. Leggo commenti stupidi politicamente e ignoranti scritti da esseri umani. Una persona che muore vale di qualsiasi colore ed etnia essa sia, è un essere vivente!!! Non ci sono distinguo di colore,religione, continente o che altro….. Ma a che punto siamo arrivati? Veramente, leggere certi commenti viene il vomito…. è qualcosa che nemmeno un animale avrebbe la forza di riportare!!

  11. Ma di una persona malata “caricata” a stupefacenti non ne parla nessuno?! Vi auguro di non trovarla, poi capirete tutto ma sarà troppo tardi. La politica, il credo, la fede vera è una altra cosa.

  12. A parte che erano ROMENI, e non Albanesi.
    Poi il gruppo di Limini aveva aggredito i 3 Romeni, che si erano rifugiati nell’auto e, nel tentativo di scappare, hanno tirato sotto Filippo.
    Con la differenza che Filippo (ed il suo gruppo) volevano litigare con i Romeni, mentre Willy, invece, no.

  13. C’è pure da sottolineare che Filippo Limini, pace all’anima sua, pare abbia scatenato la rissa (assieme ai suoi amici) e aggredito per primo i tre ragazzi rumeni. Willy Duarte si è messo in mezzo per difendere altre persone ed è stato massacrato. Questa è la differenza sostanziale. Per fortuna che fa più audience un atto di umanità rispetto a uno di stupidità.
    Poi stiamo comunque parlando di due ragazzi giovani che sono stati barbaramente uccisi – e i cui assassini dovrebbero marcire in galera – quindi le disamine à la “Non siamo razzisti ma” andrebbero messe da parte. Capisco però che tacere potrebbe dare l’impressione di essere stupidi: meglio aprire bocca e togliere ogni dubbio.

  14. Ho controllato i cognomi, pare siano proprio albanesi o di orgini albanesi almeno 2 (Kosiqi, Hajderlliu). Non rumeni, con buona pace del sito Bufale. Il nodo della discordia e’ che i media hanno dato pochissimo risalto, io direi nullo, a Filippo. Willy per contro ha avuto copertura mediatica su telegiornali quasi giornaliera dai fatti. Questa differenza di trattamento mediatico (consapevole, consapevolissima) ANIMA il rancore verso chi riporta parzialmente solo i “propri morti” e a lungo andare rischia di diventare razzismo, reattivo ed indifferenziato. Nell’ interesse di coloro che non lo vogliono, si sia EQUI. Sbagliato inoltre dare del razzista appena una vittima e’ straniera o ha radici straniere (salvo poi ribadire che la stessa e’ italianissima). Se scegliete di caratterizzare Willy come italiano allora decade il razzismo presunto. DEVE essere provato. Quando infatti muore un italiano per mano di un straniero in Italia non si presume mail il razzismo.

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