Firenze, 3 ago — Un uomo autopercepitosi come donna e dichiaratosi «trans» ha aggredito una agente del reparto femminile del carcere di Sollicciano (Firenze) dove è detenuto. Si tratta della quarta aggressione in un mese in un istituto detentivo che naviga a vista tra sovraffollamento, condizioni igieniche al limite del disastroso e problemi di disagio psichiatrico di numerosi detenuti. Una situazione comune a molte carceri toscane ad oggi affollate da 3mila detenuti. Lo rende noto Giuseppe Proietti Consalvi, vicesegretario generale Osapp.

Trans aggredisce poliziotta per l’ennesima volta 

«Un detenuto transgender italiano, già noto per le numerose aggressioni verbali e fisici, ieri verso le ore 13 e 20, con modi arroganti e aggressivi, chiedeva alla poliziotta addetta alla vigilanza e osservazione della Sezione una visita medica», è il racconto Francesco Oliviero, segretario regionale per la Toscana del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. Il trans autore dell’attacco ai danni della poliziotta non è nuovo a questo tipo di exploit messi a punto approfittando della propria soverchiante forza fisica — essendo, di fatto, un uomo. Perché dunque collocare un soggetto aggressivo e psicologicamente instabile nella sezione femminile di un carcere, con grave rischio per l’incolumità delle altre detenute?

Perché viene lasciato in mezzo alle donne?

«La collega, come da prassi, contattava l’infermiera del Reparto la quale, dopo la sua valutazione, chiamava il Medico di Guardia». Decisione che ha causato prima la reazione stizzita del trans «sentendo che la poliziotta parlava con l’infermiera e non con il Medico di Guardia», e poi un accesso d’ira, «strattonandola e con una manovra di torsione del polso riesce a prendere il telefono cordless scaraventandolo al muro. La poliziotta è dovuta ricorre all’ospedale per forti dolori dalla spalla alla mano sinistra». Si tratta della terza aggressione nel giro di pochi mesi.

Il vicesegretario Osapp fa notare come «nonostante le rassicurazioni ricevute dal provveditorato regionale in merito a un trasferimento in altro istituto del soggetto in questione, lo stesso continua ad essere ristretto a Sollicciano, e purtroppo continua nelle sue scorribande nei confronti delle poliziotte penitenziarie in servizio nel reparto».

Cristina Gauri

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5 Commenti

  1. Il mestiere del poliziotto dovrebbe essere proibito alle femmine, non sono capaci. Non fanno altro che mettere in pericolo se stesse e i colleghi uomini.

  2. Per liberarvene votate il duo Lenda-Caletta.
    No un momento.
    Penso di avere una confusione .mentale.

  3. I Froci devono stare nel carcere di quelli col pisello .

    Detto questo anche un donnone grande e grosso potrebbe far male alla
    guardia ? Quindi ? Vanno assunte solo guardie adatte fisicamente ?

    Oggi molte ex soldatesse potrebbero essere PIù ADATTE …..

    Comunque , hai un manganello ? Potrei insegnarti come stendere uno
    grande il doppio o il triplo di te con soli 2 colpi ….. poi
    il solito giudice di sx ti accuserà di aver colpito il povero NEGRO che
    scappava dalla guerra (quale guerra ? in Ucraina un NEGRO ? )

    L’ equipaggiamento delle guardie DEVE comprendere gas e TASER ,
    SVEGLIA SINDACATO !
    e … addestramento adeguato

    Un mio Sensei mi stese , io 100 kg per 1,80 di altezza ,(come Iron man per intendersi) lui 25 kg meno e -15 cm …. ma vale la TECNICA .

  4. Gli piace tutto, quando in Italia erano reclusi tra i maschi… succcavano. A volte spiace essere crudi ma qui è bene esserlo, per la cronaca e……….a. E purtroppo per i detenuti “non avvezzi” queste cose lasciano comunque un segno. Stiano tra di loro e basta.

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