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Roma, 17 apr – Sull’onda lunga della celebrazione del Giorno del Ricordo il Comune di Cittadella ha deciso di donare il fumetto “Foiba Rossa” (edito da Ferrogallico) agli alunni delle classi terze della locale scuola media “Luigi Pierobon.” Un dono che l’amministrazione del comune padovano ha deciso di fare per “contribuire a conservare e rinnovare la memoria di una pagina drammatica della storia recente, troppo spesso dimenticata o non opportunamente valorizzata, trasmettendo l’importanza del ricordo alle nuove generazioni”, secondo quanto dichiarato dal sindaco Luca Pierobon.



Il sindaco di Cittadella difende “Foiba Rossa”

L’iniziativa, a qualcuno, è andata decisamente di traverso. A suonare la carica è Laura Frigo, segretario della locale sezione Pd, che ha l’ha bollata come “vergognosa”. Arrivando a definire il fumetto “un sottoprodotto di propaganda fascista di pessima qualità, sotto ogni punto di vista, da quello storiografico a quello grafico, da quello didattico a quello educativo”. Parole alle quali il primo cittadino ha replicato difendendo la bontà dell’opera. Soottolineando inoltre la sistematica assenza del Pd da ogni iniziativa locale legata al Giorno del Ricordo.

Come se tutto ciò non bastasse, sulla pagina Facebook del Comune è andato in scena il tipico raid dei filo-titini fuori tempo massimo. Nei commenti al post in cui viene comunicata l’iniziativa del Comune si possono infatti vedere innumerevoli soggetti lasciarsi andare a battute becere e a veri e propri piagnistei legati alla presunta “propaganda fascista” che il sindaco vorrebbe veicolare tramite “Foiba Rossa”. Tra questi non potevano mancare i soliti negazionisti. Quelli che vorrebbero che tutti ci istruissimo sulla vicenda delle foibe presso storici militanti e su opere di dubbio valore storiografico.

La sinistra non ha più il monopolio della storia

Certo è doloroso dover continuare ad assistere ad esponenti istituzionali ed a interi ambienti politici che giustificano – quando non negano – la pulizia etnica attuata da Tito nei confronti degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia. L’isteria che le (sempre più numerose) iniziative come questa suscitano sulle varie anime della sinistra è tuttavia segno indicatore che i tempi sono cambiati. E che l’argomento non è più un tabù monopolizzato dalla storiografia antifascista (e antinazionale). Non saranno certo i raid virtuali di questi soggetti a cambiare i fatti.

Riccardo Matteazzi

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2 Commenti

  1. non conoscevo questa casa editrice.
    sono andato sul loro sito,e condivido il loro modo di pensare…
    quindi entro qualche giorno andrò in qualche libreria
    a dare una occhiata:
    se sono storicamente corretti e non tirano verso
    i sinistrati nel cranio,
    ordinerò buona parte
    delle loro pubblicazioni….
    due o trecento euro spesi bene.

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