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Chiusi i porti siciliani, si sbarca in Calabria, Puglia e Campania. L’invasione non si ferma

by La Redazione
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Crotone, 26 mag. – In occasione del G7 di Taormina tutti gli sbarchi di clandestini sono vietati in Sicilia. Ma non in Calabria. Già, perché cinque navi cariche di immigrati sono state dirottate sulle coste calabresi a causa della chiusura degli scali siciliani. I primi porti interessati sono stati quelli di Corigliano, dove sono sbarcate 635 persone, 577 uomini, 58 donne, alcune delle quali in stato di gravidanza e oltre 70 minorenni, di cui 65 non accompagnati. Sbarchi anche a Crotone, dove la nave inglese Protector ha scaricato 250 profughi e la Phoenic ne ha lasciati 602. Tra loro anche 32 persone morte. In giornata sono previsti l’arrivo del pattugliatore Fiorillo, che lascerà nel porto di Vibo Valentia 287 migranti e la nave Libra, che ne ha a bordo 472.

La situazione non è migliore nei porti pugliesi, Taranto e Bari. A Taranto, al molo san Cataldo del porto mercantile, la nave general cargo ship Sds Green la lasciato 465 profughi salvati mercoledì scorso nel golfo della Sirte, al largo della Libia. E a Bari sono sbarcati 248 migranti dalla nave Peluso della Guardia costiera, dopo che erano stati salvati da un altro naufragio nel Mediterraneo: si tratta di 221 uomini, 26 donne, di cui due incinte, e tre bambini accompagnati.

In pochi giorni a Taranto sono sbarcate un elevato numero di persone: solo la notte tra il 21 e il 22 maggio, infatti, erano arrivati 925 profughi, lasciati dal pattugliatore Diciotti della Guardia Costiera. Degli immigrati sbarcati questa mattina, molti sono già stati identificati, e una parte di loro, si pensa almeno 350, verrà subito smistata verso altre località, di cui ancora non si conosce il nome, a bordo di bus privati.

In giornata anche a Salerno sono attesi 1400 profughi. Sbarcheranno dalla nave Aquarius dell’ong Sos Mediterranee. Pare che a bordo ci siano anche due corpi senza vita. Anche in questo caso i profughi sono stati recuperati nelle ultime ore in una serie di operazioni di salvataggio in mare, e provengono dall’Africa sub-sahariana. Tra loro moltissimi bambini, si pensa siano oltre 190 quelli non accompagnati.

 

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Giorgio Precchia 27 Maggio 2017 - 12:31

Quest’invasione mi riempie di angoscia, Cosa sarà del nostro Paese quando questa gente, senza casa, senza un lavoro, sostanzialmente senza mezzi, comincerà a ribellarsi alla sua precaria condizione e, ovviamente, lo farà a nostro danno?!
In definitiva, la filiera della cosiddetta “accoglienza” è una catena di vera solidarietà o, speriamo di no(!), una banda di profittatori senza scrupoli?

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