Franco GabrielliRoma, 3 nov.  – A pochi giorni dalla dipartita (politica) del sindaco “marziano” Marino, ora a dare prova di completa estraneità con la realtà cittadina di Roma (ancora una volta) ci si mette anche il prefetto Gabrielli, che intervenendo alla trasmissione “Il Processo del Lunedì“, ha rilasciato delle valutazioni quantomeno forzate in merito al penoso spettacolo che si presenterà domenica prossima per il derby capitolino con la curva sud e la curva nord completamente deserte. “La prospettiva di un derby romano con le curve vuote mi provoca dispiacere: credo che un derby sia anche un momento di partecipazione. L’assenza dei tifosi in curva, sicuramente non è positiva. Si tratta di un’evenienza. Il questore e le forze di polizia stanno lavorando anche a questa ipotesi, ma mi auguro sia scongiurata. Abbiamo sentito tifosi di Roma e Lazio e alcuni di loro si chiedono perchè, al posto delle barriere, non si sia pensato alla videosorveglianza. Su questo punto è necessario fare chiarezza. Quando ad aprile sono arrivato mi hanno fatto notare che le due curve, in particolare quella della Roma, aveva una capienza abnorme. Da quella ipotetica di 7.500 si arrivava a 12-13 mila. Il questore ha poi presentato un pacchetto-sicurezza, ma la cosa che mi sta più a cuore è l’incolumità”.

Dunque Gabrielli sostiene che la divisione delle curve sia stata dovuta ad un problema relativo alla capienza, in quanto ad ogni partita ci darebbero quasi 5.000 tifosi in più, un numero decisamente eccessivo e piuttosto irreale agli occhi di chi abitualmente frequenta lo stadio. Gabrielli è poi passato all’attacco delle società di Roma e Lazio. “Le società questa decisione l’hanno subita e, sia pure con atteggiamenti di collaborazione di tipo diverso, credo non ci abbiano dato una mano, perché quando noi abbiamo comunicato che avremmo diviso le curve e ristretto la capienza, ed è la cosa per la quale io onestamente mi sento di essere vicino al tifoso che magari ha comprato l’abbonamento, pensando di stare vicino a persone con le quali condividere la passione calcistica”.roma

Al di là dello spettacolo penoso delle lacrime di coccodrillo, è ingiusto scaricare sulle società le proprie decisioni. Decisioni che tra l’altro partono da un presupposto probabilmente falso che è quello del sovraffollamento straordinario dei settori. E’ il momento allora che Gabrielli la “butta in caciara” come si suol dire a Roma, ovvero inizia a parlare dell'”immoralità” nell’utilizzo degli agenti per il derby, scaricando ancora una volta le responsabilità sui club. ““Io intanto trovo un pò immorale che nel derby scorso lo Stato abbia dispiegato 1.700 uomini per garantire lo svolgimento di una partita di calcio, a fronte del fatto che, occupandomi di sicurezza dei municipi, sento la gente che si lamenta del fatto che non ci sia neanche una pattuglia dei carabinieri. Credo che per un Paese serio che ha a cuore la propria immagine, queste modalità debbano essere superate. E si superano principalmente con l’assunzione di responsabilità da parte dei club”.

Posto che per un grande evento che avviene due volte l’anno è normale che ci sia un grande dispiegamento di forze, ci mancava solo che dicesse “trovo immorale spendere soldi per andare a vedere ventidue miliardari in mutande correre appresso a una palla”, non si capisce bene cosa abbia a che fare questa valutazione con il pomo della discordia, ovvero la divisione della curva all’interno dello stadio. Le valutazioni indignate di Gabrielli riguardano solo quanto accade all’esterno. E allora visto che si va incontro ad un derby con uno spettacolo dimezzato, con i tifosi sul piede di guerra, con le società danneggiate, qual è la soluzione di Gabrielli?stadio-olimpico-roma

Facile, più repressione e regole più dure. “Più si radicalizzerà il confronto e meno spazi ci saranno per trovare forme di una diversa gestione di queste questioni. Queste manifestazioni mi convincono ancora di più della necessità di regole un pò più dure. Se, invece, la gente ritornerà nelle curve, ritornerà allo stadio e dimostrerà nei comportamenti che la sicurezza e l’incolumità può essere garantita in altro modo. Io credo che nessuno sia così ottuso da non rivedere anche le proprie posizioni. Se invece di tratta di un braccio di ferro è chiaro che per loro sarà perdente. Ne va della credibilità dello Stato”. La credibilità dello Stato. Un concetto molto aleatorio, che sembra valere quando si parla di tifosi e in nessun altro caso.

Tullio Cianetti

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