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Milano, 8 gen – Il virologo Massimo Galli intervistato da Repubblica dà il meglio di sé arrivando a riesumare, per i suoi fini catastrofisti, addirittura la peste di San Carlo che colpì Milano nel biennio 1576-1577.



Galli demonizza lo shopping

Il professore ordinario di Malattie infettive all’Università di Milano e primario del Sacco ha colto l’occasione per demonizzare le «leggerezze di Natale» compiute dagli italiani prima delle feste: il tanto demonizzato shopping prenatalizio avvenuto durante il fine settimana del 19-20 dicembre scorso, a sua detta responsabile di avere innalzato la curva del contagio: «Quando prima del 24 dicembre ci si arrabbiava per la riapertura e l’assalto allo shopping natalizio non era per rovinare i commercianti. Quei pochi giorni di liberi tutti hanno determinato questi dati», ha riferito al quotidiano.

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L’esempio del Veneto…

Poi cita l’esempio (in negativo) del Veneto, una Regione che essendo rimasta sempre gialla ha dato «segnali preoccupanti di una ripresa dell’epidemia. Meno si riduce la mobilità, più lentamente scende la curva dei contagi. Se poi ti rilassi troppo, puoi aspettarti un aumento. Il Coronavirus fa questo: appena trova un po’ di spazio, lo occupa», spiega. Tutti sempre sull’attenti, quindi. Fino a quando? Non ci è dato di sapere. Anche se «non è sbagliato tentare di conciliare le misure antivirus con alcune aperture», spiega Galli, «I tira e molla sono pesanti anche per l’economia. È peggio avere continui apri e chiudi che una situazione netta. Se poi appena affermi la liceità di una cosa questa viene interpretata come un liberi tutti, allora resta solo il lockdown».

…e quello della peste

A sostegno della sua tesi il virologo scomoda nientemeno che l’equilibratissimo esempio della peste di San Carlo: «Nel 1576 il governatore De Guzman decise la quarantena totale, chiuse tutti in casa. San Carlo Borromeo, che con lui non andava d’accordo – racconta – provò a sancire la possibilità di partecipare ai culti e si è inventato le colonne con gli altari nei crocicchi per far assistere alla messa la gente dai balconi. Ma il governatore ha deciso, guarda un po’, di protrarre la quarantena anche a Natale».

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. Per fare le compere è obbligatoria la mascherina, mentre lui non la mette e per di più è in un assembramento, come si vede dalla foto. Ecco chi è che fa alzare la curva dei contagi!

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