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gayPavia, 1 feb – Due omosessuali hanno diritto ad essere padri. A qualunque costo. Questo evidentemente il ragionamento di una coppia di Pavia, due uomini, accusati di aver comprato un bambino per coronare il loro “sogno” che, per farlo, hanno pensato bene di affittare una madre al costo di 70mila euro – questa la cifra pattuita secondo gli inquirenti, che hanno intanto accertato i 5mila già fatti pervenire alla donna. E lei, albanese, compagna del fratello di uno dei due pretendenti padri – un albanese che da tempo faceva coppia con l’avvocato lombardo che è l’altro protagonista della vicenda -, l’avvocato lo aveva addirittura sposato, mentre si trovava in stato avanzato di gravidanza ed appositamente giunta in Italia, per permettergli di registrare il neonato come suo figlio legittimo.

Ed, infine, è stata proprio lei, in seguito al pressing delle forze dell’ordine, a confessare tutto alla polizia, anche se inizialmente a far scattare le indagini sono state alcune segnalazioni confidenziali. La sua convivenza, infatti, era nota a tutti e, così, il finto matrimonio ha subito destato forti sospetti, tanto più che la donna, dopo il parto, è prontamente rientrata in Albania, salvo poi tornare in Italia nel momento in cui le indagini della polizia diventavano più stringenti e l’avvocato sentiva la necessità di sviare i sospetti. Ma sarebbe stata anche la convivenza delle due coppie, quella dei veri genitori con i due finti padri, complice il mancato saldo della cifra pattuita, ad alzare la tensione e spingere la donna a costituirsi. E così, dopo l’esame del dna, il bambino è stato allontanato dall’abitazione e condotto in una comunità protetta insieme alla madre. Dagli interrogatori sarebbe inoltre emerso un quadro familiare chiaramente instabile per il neonato, che si ritrovava in pratica ad avere genitori a giorni alterni. Persino sui social, la coppia omosessuale italo-albanese, che condivideva un profilo Facebook comune, si era fatta fotografare con il neonato tra le braccia, mentre mancherebbero foto della madre, il che, insieme alle dichiarazioni rese alla polizia dal personale sanitario, hanno confermato i sospetti degli inquirenti. Ora i tre – la madre, il suo compagno e l’avvocato – sono accusati di alterazione di stato civile per il neonato.

Superfluo, ovviamente, ogni commento sulla vicenda, salvo far notare come la realizzazione del sogno progressista passi sempre dalle tasche di (più o meno ricchi) borghesi che, evidentemente, possono permetterselo.

Emmanuel Raffaele

 

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1 commento

  1. Ma come si chiamano questi? Nome e cognome dico, che sembra una cazzata, primo perché non ci vuole una scienza a sborrare in fregna se proprio uno vuole un ragazzino basta mettenne in cinta qualcuna e prima o poi il marmocchio te lo smollano, secondo perché dei froci che spendono 70000 euro pe avè uno de sti mostri che caga e vomita tutto il tempo nun ce crede nessuno. Ma manco se me lo regalano pd, oh co 70000 euro tiro su un orfanotrofio in congo a voja a mostri nani.

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