Augusta, 29 gen – Ed anche la Geo Barents qualche ora fa è sbarcata sulle coste siciliane con un maxi carico di clandestini, 439 per l’esattezza, continuando a ingrassare il business della famigerata accoglienza targata Europa ma con un unico punto d’approdo da spendere: l’Italia. Questa volta ad aggiudicarsi l’ingente numero di persone da immettere nel sistema è stato il porto di Augusta che doveva già essere noto ai solerti traghettatori da giovedì, visto che dopo un intenso girovagare davanti alla costa meridionale della Sicilia hanno puntato la prua verso nord aggirando la punta più estrema dell’Isola.

Non solo Geo Barents, altri 176 clandestini in arrivo

E per una nave appena attraccata, un’altra stanotte ha avuto il permesso di ancorare a largo di Lampedusa, dunque a breve avrà anche quello di raggiungere il porto della più grande delle Pelagie, si tratta della spagnola Aita Mari con altri 176 immigrati a bordo. Il primo mese dell’anno per la Sicilia e l’Italia tutta, che ha visto inasprire i divieti e le limitazioni per i cittadini a causa della pandemia, è caratterizzato ancora una volta da questa piaga con, in più, dei numeri spietati che si moltiplicano di anno in anno.

Gennaio 2021 si chiuse con 1.039 arrivi, oggi siamo già a 2.786 (contando i 439 appena giunti ad Augusta e non ancora immessi nella statistica giornaliera del Ministero dell’Interno) e potenzialmente arriveremo, con quelli dell’imbarcazione spagnola, a quasi 3.000 unità. Facendo i conti della serva il 2022 batterà di netto il record del 2021 con quasi 70mila clandestini. E tutti lì a sfregarsi le mani e col disegnino dell’euro al posto delle pupille. La flotta delle Ong pronte a traghettare i nuovi schiavi e la manovalanza per la delinquenza indigena ed estera che sta scaldando i motori in vari porti.

Dove si trovano le navi Ong

Come noto la ResQ People è vicina a prendere la “residenza” a Siracusa, dove si trova ormeggiata da quasi due mesi, la Ocean Viking si trova invece a Trapani e i responsabili due giorni fa si sono affrettati a “rassicurare” che dopo i consueti controlli ripartiranno verso le coste libiche. In Spagna, precisamente nel porto di Burriana, si trovano invece la Louise Michel, le Sea Watch 3 e 4, e la Sea Eye 4. La Open Arms è a Barcellona. Mentre sono sempre in Sicilia la Mare Jonio, a Marsala e ovviamente la Geo Barents, ad Augusta, protagoniste degli ultimissimi sbarchi. Con la Aita Mari ancorata, come detto, davanti a Lampedusa in attesa del semaforo verde.

Emanuela Volcan

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2 Commenti

  1. pork…
    se proprio dobbiamo prenderci degli immigrati,perchè scegliamo i più sbagliati?
    in questi giorni ci sono fior di uomini ucraini che stanno chiedendo asilo politico in tutta europa,
    perchè non vogliono ritrovarsi a combattere al fronte in una guerra decisa da potentati esteri…
    contro gli interessi, e SOPRA la pelle del popolo ucraino.

    sono bianchi,quasi tutti cattolici o protestanti,
    e MOLTO più integrabile in italia di qualsiasi nero,nordafricano,indiano,latinos e mediorientale:
    perchè non facciamo immigrare quelli?
    perchè dobbiamo SEMPRE andare in cerca di problemi?
    dico…
    tra i nostri maledetti governanti…
    tra TUTTI quanti,
    lo avranno pure,un mezz’etto di cervello funzionante…
    o è in putrefazione pure quello?

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