Siracusa, 19 mag – Hanno aspettato pazientemente a largo, come se sapessero esattamente dove si sarebbe acceso il semaforo verde per il loro ennesimo sbarco, e ieri sera poco prima delle ore 20 è arrivata la comunicazione: Augusta. Per la Geo Barents e i suoi 471 clandestini a bordo, sono quindi iniziate le operazioni di sbarco. Come per la Sea Watch 4, solo due giorni fa, e come per altre centinaia di volte il porto megarese in provincia di Siracusa è uno dei luoghi privilegiati per le Ong, che continuano imperterrite a fare da ponte tra l’Africa e l’Europa, anzi solo ed esclusivamente l’Italia e i suoi confini più meridionali.

Non solo Geo Barents, la Sicilia è presa d’assalto

Le rotte dei traghetti ad uso e consumo dei clandestini, infatti, non sono le uniche percorse e, come registrato solo pochi giorni fa, barchini e barconi di fortuna che salpano dalla Tunisia (e non solo dalla Libia) stanno aumentando vertiginosamente. Hotspot in stato d’assedio e governo italiano che usa i propri mezzi per trasportare persone che non scappano da alcuna guerra e che hanno zero diritti di approdare in Italia e di essere mantenuti in un Paese che ha ben altre criticità a cui dovrebbe pensare. Stamane la nave Diciotti della Guardia Costiera è arrivata a Trapani con oltre 150 clandestini, prelevati a Lampedusa, affinché trascorrano la quarantena sulla nave Aurelia, attraccata nella giornata di ieri al porto trapanese. Quanti sforzi, quanto denaro, quanti uomini impegnati in una situazione incancrenita e sempre più con la caratteristica di emergenza senza fine. Forse la politica dovrebbe iniziare a dare delle risposte concrete; forse, e ribadiamo forse, sarebbe il caso di spiegare agli italiani in generale e ai siciliani in particolare (a proposito in tutto questo nessuna parola si sente dal governatore Nello Musumeci, e ad ottobre si torna alle urne) qual è l’idea di sviluppo per la nostra terra.

L’inerzia istituzionale

Una terra mortificata da hotspot, centri di accoglienza, ghetti veri e propri nell’assoluto silenzio anche dei sindaci impegnati soltanto a sventolare ed esporre bandiere arcobaleno, finto simbolo di una pace inesistente. Come un velo che non può essere spostato per aprire gli occhi sulle condizioni delle città, la classica polvere messa sotto il tappeto che si sta ingobbendo a dismisura. Come abbiamo ricordato due giorni fa, siamo oltre i 15mila arrivi (dall’1 gennaio al 18 maggio, quindi mancano ancora i 471 della Geo Barents) anzi quasi 16mila, più 3mila rispetto al 2021 e più 12mila rispetto al 2020. Le riflessioni sono molteplici, le soluzioni anche, ma l’inerzia è una brutta bestia ed è quella al momento attuata da chi dovrebbe difendere i valori di una nazione. Ma colpevolmente li dimentica e li silenzia in favore di interessi altrui.

Emanuela Volcan

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3 Commenti

  1. A titolo di curiosità.
    471 è un numero palindromo nel sistema binario, in quello a base 8 e in quello a base 12.

  2. Sinceramente non so cosa si possa fare, la lobby immigrazionista è la più potente del mondo(forse insieme a quella lgbtqxyz). Qualsiasi tentativo di contrastare questi signori viene stroncato con durezza (non dimentichiamoci che abbiamo un ex ministro dell’Interno sotto processo per non aver fatto sbarcare immediatamente una di queste navi infami…). Dal momento che si ha contro una buona parte della magistratura(che a mio parere agisce con finalità puramente ideologiche) c’è veramente poco da fare, anche con una possibile(ma per nulla sicura)vittoria del centrodestra alle prossime elezioni….

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