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Le questioni collegate all’immigrazione rappresentano – e hanno sempre rappresentato – terreno fertile per ampie contraddizioni e controversie nei rapporti istituzionali fra le nazioni dell’Unione europea. La base giuridica della politica migratoria europea si basa, infatti, sugli articoli 79 e 80 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in cui si esplicita largamente la centralità della parola «solidarietà», sia internamente all’Unione – quindi fra i diversi Paesi membri – che esternamente, con l’intento di attuare una gestione efficace ed equa dei flussi migratori. I princìpi giuridici si scontrano, tuttavia, con la comprensibile volontà delle singole nazioni di detenere e fare uso della propria stessa sovranità, scegliendo autonomamente quando, come e se accogliere.



Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di settembre 2021

Sebbene l’Italia si trovi in una situazione di sostanziale svantaggio – fa parte della frontiera dell’Ue, quindi delle nazioni che si trovano a fronteggiare direttamente l’immigrazione – avrebbe parimenti diritto a onorare la propria sovranità, unendosi al coro dei Paesi che teoricamente inneggiano alla solidarietà, mentre nella realtà perseguono il loro specifico interesse nazionale. Al contrario, mentre la rotta orientale ha registrato una riduzione degli arrivi irregolari – dal 2015 ad oggi – nell’ordine delle centinaia di migliaia, quella mediterranea si è mantenuta pressoché stabile, assistendo addirittura a un deciso aumento fra il 2019 ed il 2020 – ossia subito dopo la formazione del governo Conte II – per riprendere a crescere esponenzialmente nell’anno corrente, al quale corrispondono già oltre il doppio degli arrivi in riferimento al medesimo periodo dell’anno precedente.

Il problema della centralizzazione della gestione dei flussi migratori non sta tanto nel modus operandi, quanto nella concretezza o meno dell’ideologia che vede Bruxelles come perno centrale della vita politica di…



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2 Commenti

  1. I flussi migratori dall’Africa termineranno quando metà Africa si sarà trasferita in Europa.

  2. Il primo fallimento della #CIA
    https://pclinux.eu/downloads/EU_was_a_CIA_project_as_US_journalists_explains.mp4

    scusate dell’unione europea e proprio pensare che si possa creare un Stato Unito in Europa.

    Uno Stato è composto da Popolo, Territorio e Governo.

    Un Governo lo abbiamo già quindi il Governo Europeo è solo un inutile costoso carrozzone.

    Un popolo l’Unione Europea non lo avrà mai perché l’identità di un popolo è la lingua e la lingua europea non è mai esistita ne mai esisterà e senza un popolo l’UE non può essere Stato, può essere solo un fallimento.

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