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Lampedusa, 2 ott — Scappano dalla guerra, dalla fame e ora anche dal clima, ma senza la pecora di famiglia non ci si muove. E quindi se la portano sul barchino che attraverserà il Mediterraneo per giungere sulle nostre coste. Perché, com’è noto, in Italia c’è posto anche per le pecore immigrate. Del resto su barchini, gommoni e barconi ormai trovano posto anche cagnolini di ogni sorta, quindi perché non portare con sé il resto dell’allegra fattoria?



Immigrati tunisini si portano la pecora sul barchino

Succede a Lampedusa, dove questa notte gli uomini della Guardia costiera hanno intercettato un barchino con a bordo 13 tunisini e relativa pecora, con tanto di foraggio e giaciglio di paglia, mentre cercavano di sbarcare sulla terra promessa. Nonostante il mare agitato che non faceva presagire l’arrivo di altre imbarcazioni di clandestini, ecco la sorpresa. Sull’imbarcazione, fra i tunisini, oltre alla pecora c’erano anche due donne e tre bambini. Immaginatevi lo stupore dei militari quando hanno agganciato il natante prima di procedere al trasbordo delle persone.

L’ovino verrà affidato a terzi

Eseguiti i controlli sanitari di routine dentro il molo Favarolo, il gruppo di clandestini è stato trasferito dentro l’hotspot di contrada Imbriacola. Lì gli immigrati verranno sottoposti alla misura cautelare della quarantena anti-Covid. E la pecora? I responsabili dell’hotspot hanno avvertito il servizio veterinario dell’Asp di Palermo: è previsto l’isolamento anche per il nostro ovino migrante, ma in luogo separato dai suoi compagni di viaggio, in attesa di essere affidata ad un nuovo proprietario. In pratica i tunisini se la sono portata sul barchino per nulla. Forse, dal momento che «scappavano dalla fame», avrebbero fatto meglio a mangiarsela prima di partire. Rimane ora una curiosità: anche per chi accoglie la pecora sarà prevista la diaria di 35 euro giornalieri?

Cristina Gauri



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3 Commenti

  1. […] E mentre si apprende dei due scafisti minorenni, si ha notizia che l’hotspot di Lampedusa si starebbe svuotando. In contrada Imbriacola, una di quelle sottoposte alle maggiori pressioni e ben oltre la capienza massima prevista di immigrati, sono rimasti 180 ospiti. Naturalmente non si tratta del risultato di un minore afflusso di immigrati, ma dei ricollocamenti da parte delle autorità. Infatti, nella giornata di ieri, sono stati trasferiti ben 328 immigrati su traghetto di linea e nave quarantena per gli adempimenti sanitari del caso, e altri 307 hanno lasciato l’isola. Altri 69 sono stati inviati a Porto Empedocle. Che lo svuotamento sia figlio semplicemente dei trasferimenti, lo dimostra il bollettino degli sbarchi che continuano a registrarsi: ultimo in ordine di tempo, lo sbarco surreale di 13 cittadini tunisini in compagnia di una…pecora. […]

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