Roma, 4 ott – Iva Zanicchi – così come Rita Pavone e Lorella Cuccarini – fa parte di quel novero di donne dello spettacolo senza peli sulla lingua che proprio non ci stanno a seguire i dettami del politicamente corretto, e che da tempo si distinguono per le posizioni di stampo decisamente sovranista e contro il pensiero unico.

Proprio ieri l’aquila di Ligonchio, intervistata da AdnKronos, ha ribadito il proprio sostegno a Salvini riguardo al processo per la Gregoretti: «Assurdo il processo a Salvini», ha dichiarato. «Lui ha fatto le cose parlandone con il resto del governo. È stato un atto forte per richiamare l’attenzione dell’Europa, così sorniona, così indifferente». Un’Europa «che a parole è sempre pronta ad aiutare tutti ma nei fatti non aiuta nessuno. Perché diciamo la verità: la Germania non li vuole, la Francia non li vuole, la Spagna non li vuole, gli sparano nel cu… e allora li prendiamo noi?».

Nonostante la presa di posizione a favore del leader del Carroccio la cantante tiene a specificare di essere «per l’accoglienza, ci mancherebbe altro», ma con regole severe. E porta l’esempio del nonno, emigrato in America e soggetto alle dure misure del tempo per chi voleva cercare fortuna nel Nuovo continente: «Ma mio nonno, quando è partito all’inizio del secolo scorso in America, è andato perché richiesto da altri paesani che erano lì. Aveva 30 dollari in tasca, il certificato medico che dimostrava che era sano. E solo così è potuto entrare. E si è fatto comunque la quarantena! Questi entrano, escono, fanno quel cazz.. che vogliono. Prendiamoli, ma devono sottostare alle regole del nostro Paese», è l’affondo della Zanicchi.

«E poi non puoi accoglierli tenendoli come in un campo di concentramento. Questo è vergognoso», puntualizza l’artista riferendosi alle condizioni di sovraffollamento presenti all’interno degli hotspot siciliani. «Sono solidale con Salvini, ma la politica impera: quando c’è un avversario pericoloso, va massacrato». E conclude con un avvertimento alla leader di Fratelli d’Italia, Giorgai Meloni: «Io infatti avverto la signora Meloni, perché sta avendo troppo successo: stia attenta!».

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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