Roma, 30 giu — Automobilisti contro gretini sul Grande raccordo anulare (Gra per gli amici): ormai è una telenovela del grottesco che ogni giorno ci regala puntate di sublime poesia. Ormai gli utenti social cliccano sui video dei blocchi — sempre in punti strategici «soft» dell’arteria capitolina, provassero gli ecorompiballe a sedersi sullo svincolo per Tor Bella Monaca — solamente per godersi lo show degli automobilisti inferociti che trascinano gli adoratori di hamburger alla soia sul ciglio della carreggiata, insultandoli secondo il più aggiornato campionario di maledizioni in romanesco.

Automobilisti vs gretini sul Gra, la saga continua 

Gli ambientalisti, dal canto loro, non si scompongono. Si accucciano lamentosi come cuccioli di beagle, impedendo ai romani di lavorare e creando un’ecosostenibilissima cappa di smog aggiuntiva sopra il Gra. «Abbiamo due anni per smettere di investire sui combustili fossili». E’ da almeno gli anni ’80 che ripetono questa solfa, i loro nonni iscritti al Wwf e Green Peace già sferzavano le gonadi con il senso di colpa dell’ambientalismo d’accatto. «A pezzo demmer*a, scendi dalla macchina o te sfonno», è la risposta media che si sentono arrivare i gretini. «Ma perché non ve levate dar caz*o?», «Io la benzina la pago, devo annà a lavorà», «Rompete il caz*o solo a chi lavora». Se per pura fatalità— mai non sia — dovessero bloccare la corsa di un’ambulanza con un malato grave a bordo, pensate se ne assumerebbero la responsabilità? Ma non diciamo fesserie, cosa è un morto nel traffico di fronte alle emissioni di CO2.

La farsetta dei blocchi continua, dunque, documentata minuziosamente dalle telecamere di Local Team che — guarda guarda la coincidenza — si fa sempre trovare pronta non appena scatta un sit-in sul Gra.

Cristina Gauri

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