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Roma, 3 lug – Graziano Mesina non si trova, ha fatto perdere le sue tracce dopo la condanna definitiva a 30 anni di reclusione. La Cassazione ha infatti respinto il ricorso presentato dai legali di Mesina e come rivelato da L’Unione Sarda “ora per l’ex primula rossa si riaprono le porte del carcere con un provvedimento che potrebbe arrivare in queste ore, anche se lui al momento risulta irreperibile”. Le porte del carcere saranno anche riaperte, ma l’ex bandito è irreperibile. Sarebbe fuggito da Orgosolo, cittadina della Barbagia dove vive, nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi.

“Vive a Orgosolo ma non ha telefono”

“Non abbiamo ricevuto alcun documento da parte della Cassazione, nessun documento ufficiale. Nessun ordine di esecuzione”, ha dichiarato l’avvocato di Mesina, Maria Luisa Vernier, all’Agi. Il legale ha puntualizzato poi di non aver avuto contatti di recente con Mesina: “Vive a Orgosolo e non ha telefono”. Si pensa che l’ex bandito possa aver trovato rifugio nell’abitazione di qualche amico, anche considerata l’età è meno probabile d’altronde che sia nascosto da qualche parte in campagna. Mesina ha 78 anni e qualche problema di salute, eppure non è propriamente da sottovalutare la sua capacità nel darsi alla fuga e “sparire” per lunghi periodi. E’ celebre anche per le sue evasioni piuttosto rocambolesche. Le forze dell’ordine adesso lo stanno cercando soprattutto nell’area del Nuorese, ma in tutta la Sardegna è scattato l’allarme e la caccia all’uomo è ufficiosamente aperta.

Ventidue evasioni

Condannato per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, l’ex primula rossa del banditismo sardo era tornato libero per decorrenza dei termini nel giugno 2019. Si trovava in custodia cautelare in attesa delle motivazioni della sentenza della Cassazione e si è sempre proclamato innocente. Ma secondo la Dda di Cagliari è stato a capo di due gruppi criminali attivi in diverse zone della Sardegna per coprire l’approvvigionamento di svariati tipi di droga. In ogni caso “Grazianeddu” resta il bandito sardo più celebre. Arrestato per la prima volta addirittura nel 1956, è saltato alla ribalta mediatica soprattutto per il ruolo di mediatore nel sequestro del piccolo Farouk Kassam e per le 22 evasioni, di cui dieci riuscite.

Alessandro Della Guglia

1 commento

  1. Se non ci fosse stata di mezzo la droga, Grazianeddu sarebbe restato quasi un mito! Debiti e droga stanno piegando la nostra terra… Lo ricordo come un uomo-animale e un animale-uomo, un personaggio più unico che raro.