Roma, 4 apr — Morire a 25 anni, in vacanza in Italia, mentre il compagno cerca disperatamente di comunicare con 118 e forze dell’ordine che non conoscono una parola d’inglese: è accaduto a Janna Gommelt, turista tedesca deceduta il 20 gennaio scorso mentre si trovava sul suo furgone-camper parcheggiato a poca distanza dal mare di Focene (Roma).

Turista tedesca ha un malore, l’ambulanza arriva 43 minuti dopo 

«Si è chinata per prendere una cosa in frigorifero e ha detto solo ‘sto svenendo’ — ha raccontato a Repubblica Michael Douglas, 34 anni, compagno della defunta —. Non ho esitato nemmeno un secondo prima di chiamare l’ambulanza. Se i soccorsi fossero arrivati in tempo Janna sarebbe ancora viva». L’ambulanza è arrivata a 43 minuti dalla prima telefonata, effettuata alle 15,39 di quel giorno. Quando ormai non c’era più nulla da fare. «Mi hanno subito messo in attesa per trovare un un operatore in grado di parlare inglese. Poi, sempre faticando nelle comunicazioni, mi è stato detto di tenere acceso il gps così che l’ambulanza ci potesse trovare», spiega Douglas. Dei soccorsi non vi è traccia. Allora scatta la seconda telefonata, alle 16.10, della durata di dieci lunghi minuti, mentre la vita abbandonava i corpo della turista tedesca. A quel punto Michael, disperato, si mette alla guida del mezzo e «suonando il clacson come un matto», riesce a farsi notare dagli uomini dei soccorsi che a quattro isolati di distanza pattugliavano la spiaggia.

Interrogato con Google translate

Janna viene caricata in ambulanza, ma il mezzo partirà solo 15 minuti dopo. Destinazione, l’ospedale Grasis di Ostia, dove 4 carabinieri accolgono Douglas all’ingresso del Pronto Soccorso. «Mi hanno interrogato per 6 ore con Google Translate. Non mi hanno mai fatto parlare con un medico o un infermiere per sapere cosa fosse successo. Poi, alle 10,30 di sera, è arrivato il furgone che l’ha portata in obitorio» al cimitero del Verano. Il suo corpo non è più uscito da lì. Per lei è stata disposta e completata l’autopsia. Nonostante ciò, il legale incaricato dalla famiglia della turista tedesca, l’avvocato Manuele Piccioni, non ha mai ricevuto l’esito dell’esame: la causa della morte rimane quindi ignota ai parenti.

I genitori non sanno di che cosa è morta

Intanto alla Procura di Civitavecchia è stato aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio. Perché suicidio? «Sono passati oltre 70 giorni e la famiglia di Janna Gommelt non ha ancora saputo per quale motivo è venuta a mancare la donna. Non mi è mai capitata una situazione del genere». Anche perché «>Il nullaosta per la cremazione è stato concesso a metà febbraio. Questo vuol dire che le cause della morte sono accertate e che è già chiaro che non ci sarà l’esigenza di ulteriori accertamenti sul cadavere, dato che appunto, può essere cremato. Per questo non mi spiego il motivo di questa lunga attesa».

Omissione di soccorso?

Una cosa è sicura: se fosse accertato nella relazione il «nesso causale tra ritardo e morte, allora questo» sarebbe «un classico esempio di omissione di soccorso». Un’attesa di 43 minuti dalla prima chiamata per i soccorsi «È un tempo mostruoso. Ripeto, tutto sta nel verificare se il ritardo, così come raccontato dal signor Douglas, corrisponde a quanto riportato dai medici».

Cristina Gauri

La tua mail per essere sempre aggiornato

5 Commenti

  1. Andare subito al Pronto Soccorso NO?!
    Munirsi di un dizionario NO?
    NO, preferisce aspettare e rimproverarci perchè in Italia si parla italiano (!!!)
    OPPURE, potrebbe anche averlo fatto apposta?
    Di SICURO NON è colpa di chi in Italia NON parla inglese: non siamo ancora così SERVI… o no?!

  2. W il vecchio SOS, tre punti-tre linee-tre punti, almeno quando lo ricevi devi alzare il c. e risolvere con tutto il tuo sapere d’ emergenza. W i medici militari.

  3. purtroppo ci sono stati un concorso di cause che hanno creato un buco nella protezione sanitaria,e in quel buco c’è finita dentro la ragazza.

    – lui non sapeva una parola di italiano,
    – dall’altra parte non sapevano una parola di inglese ,
    (o avevano un inglese scolastico magari scarso ma “pulito” da inflessioni dialettali,che non vengono mai insegnate:
    inflessioni che rendono spesso difficile comprendersi…tra inglesi e americani o australiani)
    e in più avevano parcheggiato il mezzo in un luogo dove hanno faticato a trovarli,
    (infatti li cercavano in spiaggia,segno evidente che si erano capiti male)
    e il ragazzo non ha avuto il sangue freddo di spostarsi dove era inevitabile che
    qualcuno li notasse…
    (per esempio in mezzo ad un incrocio)prima di cominciare le manovre di pronto soccorso,
    sempre ammesso che le conoscesse.

    la verità è che troppi turisti vanno in giro allo sbaraglio,senza MAI pensare nemmeno di sfuggita a come muoversi se capita qualche rogna:
    e la buona volontà a volte NON basta,a metterci una pezza.

  4. Questo è il motivo per cui non vado in paesi di cui non parlo la madrelingua come l’italiano. 😛

    Anche perché amo capire quello che si dice attorno a me, si sa mai che ti capiti la fine di Qattrocchi a non parlare la lingua locale.

Commenta