Modena, 26 apr – Muri, monumenti e vetrine imbrattati. Scritte vergognose di ogni genere: contro forze dell’ordine, Notre Dame, i martiri delle Foibe, Salvini, i “fasci”. Così a Modena hanno deciso di festeggiare il 25 aprile questi simpatici antifascisti, sporcando con la vernice persino la targa dedicata a un carabiniere partigiano. Una città ricoperta di scritte indecenti: ‘Spara a Salvini’; ‘Brucia la Questura’, Salvini Muori’, ‘Infami assassini, merde’ (riferito ai carabinieri caduti), ‘Fuoco alle frontiere’, ‘Ogni chiesa come Notre Dame’, ‘Fascio te sfascio’. Tra l’altro lo scorso anno a Modena erano comparse pure scritte inneggianti alle Brigate Rosse.

Dopo il corteo dei centri sociali che invocava i valori della resistenza, sono arrivate le democratiche parole impresse sui muri con tanto di oltraggio ai morti, offese ai politici, attacchi allo Stato e pure l’auspicio che le chiese brucino come la cattedrale di Parigi. Insomma un concentrato di odio impressionante, che ha deturpato la città emiliana. I manifestanti hanno pensato bene pure di imbrattare le vetrine dei negozi di via Emilia Centro e i muri della scuola media ‘Pasquale Paoli’. E tanto per ribadire il livello di idiozia e barbarie che li contraddistingue, hanno anche rotto alcune videocamere di sicurezza.

La procura di Modena adesso indaga su imbrattamenti e danni provocati. “In merito al corteo degli anarco-insurrezionalisti e di altri gruppi tenutosi ieri in Modena in occasione delle manifestazioni per la Festa della Liberazione – ha dichiarato all’Ansa il pm Lucia Musti – la Procura aprirà un fascicolo all’esito del deposito di comunicazione di reato da parte della Digos, contro ignoti, in ordine al reato di deturpamento e imbrattamento di cose altrui, nonché al reato previsto dall’articolo 18 del Tulps, in quanto il corteo, autorizzato e svoltosi nel rispetto del percorso impartito dalla Questura di Modena, ha visto presenti i partecipanti con il volto coperto, oltre all’utilizzo di fumogeni non autorizzati”.

Eugenio Palazzini

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