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Pierfrancesco Majorino, assessore alle politiche sociali del Comune di Milano e candidato alle primarie del centrosinistra

Milano, 5 gen – La rincorsa della visibilità deve avergli dato alla testa, al finora sconosciuto Pierfrancesco Majorino, assessore alle politiche sociali del Comune di Milano e candidato alle primarie del centrosinistra in vista delle prossime elezioni comunali. Costui infatti ha deciso di proporre alle famiglie del capoluogo lombardo di contribuire alla sostituzione di popolo con un’offerta in denaro, un vero e proprio ricatto in tempo di vacche magre: 350 euro al mese in cambio dell’ospitalità – alloggio e vitto – di un immigrato in una camera propria e preferibilmente dotata di servizi igienici dedicati, elevabili fino a 400 euro in caso di più di un ospite. Sostanzialmente un premio per chi ospita immigrati in casa.

L’iniziativa sarebbe destinata a migliorare l’accoglienza di “richiedenti e titolari di protezione internazionale” (anche se per il momento, si legge nel bando, riservata concretamente ai soli “titolari”) e prevede per le famiglie aderenti un corso di formazione di un paio di giorni, l’immancabile psicologo (che, solo per il fatto di aver aderito, potrebbe avere materiale sufficiente), nonché un periodo assicurato di sei mesi eventualmente prorogabile. “Si tratta di un’iniziativa che nasce da un accordo tra il Governo e l’Anci e utilizza risorse dello Stato ed è volta a irrobustire la capacità di dare accoglienza in questo caso a rifugiati, non a migranti genericamente intesi”, sostiene Majorino, che aggiunge: “Innanzitutto rifugiati che hanno già lo status, con la possibilità poi di ampliare la sperimentazione. Siamo in campo con un’idea che vogliamo sperimentare. Poi tutto questo va accompagnato con altri interventi per far sì che il sostegno all’autonomia di queste persone sia assolutamente effettivo”.


A gestire tutto quanto il consorzio e la cooperativa di stampo cattolico “Farsi prossimo”, emanazione della Fondazione Caritas Ambrosiana, a valere appunto su fondi statali del circuito Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Insomma, Majorino si fa bello (si fa per dire) con i soldi delle nostre tasse e la Caritas ringrazia. Di sprechi ce ne sono tanti, ma buttare i soldi degli Italiani in spese non solo completamente inefficienti ma completamente controproducenti come questa, soprattutto oggi che non ce lo possiamo assolutamente permettere, assume una gravità di cui certamente nemmeno il suo promotore si rende conto. In ogni caso, come molte idee da manicomio scaturite dal buonismo catto-comunista, che nella fattispecie Matteo Salvini tra gli altri ha già stigmatizzato come “razzismo anti-italiano” (Italiani bisognosi come sempre figlio di un dio minore), anche questa si è diffusa come un virus alla velocità della rete. Sebbene non nuovissima – Enrico Rossi presidente della Toscana aveva istituito mesi fa perfino un “telefono dell’accoglienza” per individuare le famiglie disponibili – le amministrazioni si stanno facendo in quattro per saltare sul carro della notorietà riservata all’iniziativa milanese, in particolare quelle di centro-sinistra.

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Fabio Barsanti, responsabile di Sovranità – Toscana

Eclatante l’esempio di Lucca, i cui quartieri periferici sono soffocati dal degrado e dalla micro-criminalità e in cui la crisi morde forse più che altrove. Eclatante perché nell’incantevole cittadina toscana a raccogliere il testimone di Majorino non è stata l’amministrazione Pd ma l’ex sindaco di centro-destra, Pietro Fazzi, nel frattempo fuoriuscito dal Pdl e a capo di una lista civica, che ha infatti esortato il Sindaco a seguire l’esempio milanese. Scatenando l’immediata reazione del responsabile di Sovranità a Lucca e in Toscana, Fabio Barsanti: “Quando sentiremo parlare di aiuti concreti e inserimenti al lavoro per disoccupati lucchesi? Quando vedremo proposte di contributi in denaro per italiani in difficoltà? Fazzi e Sichi [assessore comunale, ndr] vengano nei quartieri, e provino ad illustrare ai lucchesi delle periferie i loro bei progetti sempre e solo a sostegno dei clandestini; saremmo curiosi di vedere le reazioni”. In effetti, all’appello del presidente Rossi rispose una sola famiglia lucchese, segnale che non tutti i sogni a occhi aperti dei buonisti ben poco disinteressati si traducono in realtà.

Manlio Lanini

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