Roma, 30 ago – In questi giorni i vari rappresentanti di Confindustria delle principali regioni del nord Italia (Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto) hanno lanciato l’allarme energia, calcolando gli extra costi intorno ai 40 miliardi di euro. Gli industriali hanno affermato che il caro energia, in assenza di quelle misure di contenimento dei prezzi richieste da mesi dalle imprese, “sta paralizzando il sistema industriale italiano con il forte rischio di deindustrializzare il Paese e mettendo a repentaglio la sicurezza e la tenuta sociale nazionali”. L’appello è in linea con quanto affermato anche da Carlo Bonomi, presidente nazionale di Confindustria, il quale ha affermato l’impossibilità di mantenere la produzione dal momento che esiste un tale differenziale di costo rispetto ad altri competitor.

Il caro energia avrà ricadute sull’intera società

Un ulteriore effetto è l’annullamento del rilancio economico post pandemia, in particolare, nelle ricadute sui territori che vedono una erosione drammatica di competitività rispetto anche ad altri paesi europei limitrofi. Nei dati presentati dai quattro rappresentanti delle regioni del nord, emerge che la spesa dei costi di elettricità e gas sostenuti dal settore industriale nella zona più importante per il tessuto industriale italiano si stima raggiunga i 36 miliardi di euro, con una concreta possibilità di superare addirittura i 41 miliardi dello scenario peggiore. Con una situazione del genere, secondo gli stessi industriali, le ricadute “non saranno solo sulle imprese ma su tutta la società, con evidenti problemi di tenuta sociale ed economica per lavoratori, famiglie e per l’intero Paese”.

L’assenza di risposte politiche

La costante che emerge da questo scenario è che sul fronte dell’energia non c’è la volontà politica di intervenire, l’Italia sembrerebbe condannata a rincorrere chiunque possa offrire delle forniture invece che investire nello sviluppo e creazione di fonti di energia. Su tutti l’esempio del nucleare, possibilità concreta di raggiungere una sovranità energetica e contrastare la crisi ma che in Italia nessuno è ancora riuscito ad inserire realmente nel dibattito pubblico.

Andrea Grieco

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

Commenta