Roma, 30 ago – L’Iraq è sprofondato, di nuovo, nel caos. I violenti scontri iniziati ieri a Baghdad, dopo l’annuncio del “ritiro definitivo dalla politica” del leader sciita Moqtada al-Sadr, hanno provocato almeno 30 morti e circa 700 feriti. Una vera e propria carneficina, avvenuta nella Zona Verde – area della capitale irachena dove hanno sede gli uffici governativi e le ambasciate – e in altre aree periferiche della città. Nella giornata di oggi, con i manifestanti sadristi che continuano a protestare in strada, è però arrivato un importante discorso del loro leader religioso, volto a riportare la calma. Al-Sadr ha infatti ordinato ai suoi sostenitori di interrompere subito tutte le manifestazioni a Baghdad e nelle altre città dell’Iraq.

Iraq, il discorso di al-Sadr dopo gli scontri

In un video messaggio, trasmesso in diretta tv, al-Sadr ha chiesto “il ritiro completo (dei manifestanti sciiti) dalle strade”. E “se i miei sostenitori non si ritirano entro un’ora, li caccerò dal Movimento”, ha aggiunto il leader religioso. “Non voglio nemmeno manifestazioni nelle piazze. Sono un cittadino iracheno, non ho nulla a che fare con la politica o la formazione del governo”, ha poi detto al Sadr. “Sono molto rattristato per quello che sta accadendo in Iraq… porgo le mie scuse al popolo iracheno per quello che è successo”, perché il popolo è l’unico a subire quanto accade in patria, che ora “è prigioniera sia di corruzione, sia di violenza”. Noi, ha aggiunto il leader sciita, “speravamo che fossero proteste pacifiche, non con le armi”. Infine al Sadr ha ringraziato le forze di sicurezza, il comandante in capo delle forze armate e le Forze della mobilitazione popolare per essere rimaste “neutrali” durante gli scontri. In ogni caso, nel discorso trasmesso dalla tv irachena, il leader sciita ha ribadito la sua volontà di lasciare la politica, definendo il suo ritiro “legittimo” e “pacifico”.

Caos politico

Stando a quanto riportato da alcuni media arabi, dopo il discorso del loro capo religioso, i sostenitori sadristi hanno iniziato a smobilitarsi, lasciando le zone teatro degli scontri nella capitale irachena. La situazione in Iraq resta però molto tesa a causa di una gravissima crisi politica. La nazione asiatica è di fatto senza governo da dieci mesi. Le elezioni si sono regolarmente tenute, ma non hanno portato alla creazione di un nuovo esecutivo. Così, in questo lasso di tempo, al Sadr e i suoi sostenitori hanno preso sempre più campo, conquistando le simpatie della maggioranza dei cittadini iracheni.

Eugenio Palazzini

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