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Il saluto romano alla scuola militare preoccupa più della guerra

by Andrea Bonazza
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Roma, 8 mag – Ci si lamenta spesso che oggi i nostri giovani crescono senza spina dorsale, viziati fin da piccoli in sfere di cristallo oppure aditi a comportamenti da bulli senza regole e senza valori. “Bisognerebbe tornare alla leva militare obbligatoria”, sostengono alcuni; ma è facile concentrare colpe e correzioni sull’educazione postuma, in maggiore età, quando invece gran parte dei problemi giungono proprio da un sistema che ha ridotto la società ad un gregge senza etica e virtù. In questo gregge, poi, fortunatamente c’è ancora chi ha a cuore valori “antichi” come possono essere Patria, disciplina, sacrificio e cameratismo. Concetti ormai “superati” e sviliti dalle nuove mode, che dai santoni del progressismo spingono l’uomo occidentale verso una vita comoda dettata dal consumismo. Alcuni giovani, vuoi per spirito di avventura, di amor patrio, o più semplicemente per fuggire da una realtà di selfie e debolezze, in antitesi ai propri coetanei scelgono invece la vita militare, convinti forse ancora di trovare, in quello che dovrebbe essere un organo statale ligio al dovere, un pò di aria fresca e rigida in un mondo soffocato dalle sue stesse libertà preconfezionate.

La società bigotta e spiona, dalla scuola all’esercito

Durante una lezione dedicata alle violenze nella guerra di Etiopia tra il 1935 e il 1936, tenutasi all’interno del corso di laurea di Scienze Strategiche alla Scuola di Applicazione dell’Esercito di Torino, alcuni allievi avrebbero osato un “pericolosissimo saluto romano”. Scherzo, bravata o atto di fede che sia; il gesto che ha “incriminato” i quattro giovani allievi ufficiali giunti in Piemonte dalla rinomata Accademia militare di Modena, sta facendo grande scalpore sulla stampa nazionale, scavalcando notizie “meno interessanti” legate agli ennesimi episodi di cronaca nera o violenza sessuale. Mentre per i fatti di cronaca gli inquirenti hanno già in parte accertato responsabilità nei delitti, nel caso dell'”allarmante” saluto romano in aula scolastica vi sarebbe al momento ancora ben poca chiarezza.

Con una guerra in corso, l’esercito ha avviato un’indagine interna

Nonostante i servizi di intelligence e Difesa italiani dovrebbero essere al quanto impegnati tra la guerra in Ucraina e l’emergenza sbarchi che sta invadendo le nostre coste, da quanto si apprende dai maggiori quotidiani l’Esercito ha trovato però il tempo di aprire un’indagine interna sul nebuloso episodio di Torino. Oltre allo “spaventoso” saluto romano, l’indagine militare riguarderebbe però anche un altro “grave” aspetto: ovvero presunte frasi sessiste che qualcuno dei quattro giovani militari coinvolti avrebbe scritto in una chat privata. Il pericoloso “reato” risalirebbe allo scorso febbraio e si verificò durante una lezione di Antropologia culturale, tenuta da una docente dell’Università di Torino. Senza poter esser messa in discussione, la lezione attaccava presunti stupri e violenze commesse dai soldati italiani durante la guerra tra il Regno d’Italia e l’Impero di Etiopia. Senza possibilità di contraddittorio, la lezione si tenne in un aula della Scuola d’Applicazione nel centro di Torino ed era seguita da studenti militari e civili, nell’ambito del corso di laurea in Scienze Strategiche, che fa capo alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino.

Un “pericolosissimo” saluto romano visto solo da due allievi

Mentre il proiettore dell’università faceva scorrere una pellicola d’epoca sulla campagna di Etiopia, i quattro militari si sarebbero alzati in piedi alzando il braccio destro. Compiuto nel buio dell’aula, il gesto sarebbe stato però notato da due studenti, un ragazzo e una ragazza, che prontamente sono corsi a riferire all’insegnante scongiurando “il ritorno del Reich”. Investita dell’alto ruolo di “guardiana dell’ordine democratico”, la prof ha quindi avvertito i responsabili della Scuola d’Applicazione. Con celere immediatezza ed efficenza prussiana, è scattata immediatamente l’indagine interna dell’Esercito e, nei confronti dei quattro annoiati allievi, è stata avviata la procedura di indagine che inciderà, sia sulla valutazione che sul provvedimento disciplinare da attuare. I quattro militari, però, a loro discolpa starebbero continuando a negare quanto riportato da stampa e compagni di classe “spioni”.

Il pericolo fascista sempre di moda

Come possiamo constatare da ogni Tg o quotidiano, negli ultimi giorni è in corso una guerra nella guerra sul fronte russo-ucraino, nella quale, senza esclusione di colpi, i due leader dei rispettivi stati si affrontano a chi la spara più grossa, dando all’altro del “nazista” e giurando che quel “periodo buio della nostra storia non tornerà mai più”. Infatti si dovrebbe probabilmente guardare avanti e pensare ai mali odierni, penseranno alcuni; anche perchè nel mondo attuale esistono ancora diversi regimi totalitari che fanno dell’oppressione la propria forza. Invocare però il “pericolo fascista” pare paghi e appaghi di più! Poco importa se le dittature comuniste ancora fanno il bello e cattivo tempo, tollerate dai paladini delle libertà a intermittenza. Poco importa se sul fronte occidentale si chiude in casa l’intera popolazione privandola delle proprie libertà individuali a seconda delle esigenze invocate da multinazionali farmaceutiche senza scrupoli. Quasi ottant’anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale, l’unico nemico contro cui lottare sembra essere ancora lo spirito degli ultracentenari Adolf Hitler e Benito Mussolini.

Andrea Bonazza

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3 comments

Laziale 8 Maggio 2023 - 8:08

Sempre salutato romanamente anche in servizio e lo faccio anche ora per strada alla faccia dei bastardi antifa! Provate a dirmi qualcosa…

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Romano Saluto 9 Maggio 2023 - 7:42

Foto dell’articolo tremendamente fuorviante e disonesta. Rappresenta degli allievi all’atto del Giuramento alla Repubblica e non al Duce, ma fate voi…..se questo e’ giornalismo….

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