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Roma, 2 mar – Due rette parallele per definizione non si incontrano mai e sembra sia proprio questo che registriamo in Italia quando si parla di immigrazione clandestina e della lotta ad essa. Invece di incontrarsi e convergere su un’unica direttiva che riformuli, una volta e per tutte, il concetto di accoglienza. Dando allo stesso un valore alto di solidarietà nel rispetto delle leggi (come avviene in tutti i Paesi del mondo), le due cose procedono in maniera distinta.

Immigrazione clandestina, escalation in Sicilia

Le attività dei “traghetti dei clandestini” battenti ogni tipo di bandiera e che arrivano tutte in Sicilia, da mesi vivono una costante escalation, mentre alcune Procure dell’Isola lavorano per ripristinare la legalità. Questo è quanto sta accadendo nella Trinacria, proprio nelle ultime ore. A Lampedusa nella notte tra il 28 febbraio e l’1 marzo, sono arrivati, in 4 distinti momenti, quasi 400 clandestini. Di questi 99 trovati lungo la strada di Cala Francese (baia a sud est ), 84 recuperati dalla Guardia Costiera su un barcone, 83 dalla Guardia di Finanza e altri 105 arrivati su una lancia di legno, portati sull’isola sempre dalle Fiamme Gialle. Tutti condotti nell’hotspot di contrada Imbriacola dove adesso sono quasi cinquecento a fronte di una capienza che a regime dovrebbe fermarsi a 250 unità. E che poteva anche superare le 1300 se non fosse stato per il trasferimento, proprio due giorni fa (28 febbraio), di 831 clandestini, di cui circa 60 positivi al Covid19, condotti sulla nave quarantena GNV Splendid al largo di Augusta.

Immigrazione clandestina, Sea Watch e il caso Mare Jonio

E non finisce mica qui. La Sea Watch 3, con il suo carico di altre 363 persone sta chiedendo un porto dove attraccare. Al momento si trova al largo delle coste siciliane tra Mazara del Vallo e Agrigento. Tutto nella norma, qualche ora d’attesa e poi il governo italiano darà loro la destinazione per l’approdo. Ma accanto a questa scellerata conduzione politica ci sono anche Procure e forze dell’ordine che non abbassano la guardia. Basti pensare alla recente vicenda della Mare Jonio resa nota dalla Procura di Ragusa proprio ieri, e all’arresto di 5 stranieri, tornati in Italia negli ultimi sbarchi, nonostante fossero già stati espulsi. I 5 sono agli arresti domiciliari nell’hotspot di Lampedusa.

E a proposito di hotspot di Lampedusa, riprenderanno oggi pomeriggio, alle ore 16 nella Prefettura di Agrigento, i lavori della Commissione chiamata a decidere tra le 15 società che hanno risposto alla gara europea. Una gara a procedura aperta per l’affidamento dell’appalto dei servizi di gestione e funzionamento della struttura di contrada Imbriacola. L’accoglienza, i suoi dettami, e la legalità sono rette parallele ma a volte entrano pure in collisione. Un esempio di questo corto circuito? Un ex ministro, Matteo Salvini, chiamato a rispondere davanti ai giudici per aver cercato di bloccare questo traffico di essere umani. Venerdì 5 marzo nuova udienza a Catania per il caso Gregoretti e il 19 marzo a Palermo per quello relativo alla Open Arms.

Emanuela Volcan 

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