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Dal 2009, più di 3,7 milioni di stranieri sono arrivati clandestinamente in Europa, circa la metà dei quali solo nel 2015. Il 70% di essi era costituito da uomini di un’età media di 35 anni. La stragrande maggioranza degli immigrati proveniva da Paesi a prevalenza musulmana. Per quanto riguarda l’Italia, dal 2013 al 2020 sono sbarcate quasi 700mila persone: l’85% erano uomini. Gli immigrati provenivano principalmente dalla Nigeria, dal Pakistan, dal Gambia e dal Bangladesh.



Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di agosto 2021

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Un’ondata di immigrazione di tale portata non poteva che avere pesanti ripercussioni sul tessuto sociale europeo e italiano. A causa delle caratteristiche demografiche degli immigrati arrivati negli ultimi dieci anni – ovvero uomini soli di età relativamente giovane – la categoria più colpita da questi sconvolgimenti è stata, ovviamente, quella delle donne italiane.

Le violenze sessuali

Era la notte del Capodanno del 2016, quando a Colonia bande di stranieri molestarono sessualmente più di 1.200 donne, stuprandone 24. Per questi crimini sono stati indagati 153 immigrati, principalmente marocchini e algerini, di cui 68 richiedenti asilo in Germania.

Dal 1997 al 2013, più di 1.400 giovanissime donne bianche di età compresa tra 12 e 16 anni furono rapite, segregate e stuprate da una gang islamica a Rotherham, nel Regno Unito. Gli orchi erano immigrati di origine pachistana. Nel 2018, l’allora ministro dell’Interno britannico, Sajid Javid, affermò che i responsabili delle violenze sessuali verificatesi in tale periodo ai danni di ragazze bianche sarebbero stati «per più del 50% immigrati del Pakistan». Nel corso di un’intervista radiofonica alla Bbc, il ministro, egli stesso di origini pachistane, dichiarò che sarebbe stata la «cultura di appartenenza» a predisporre tale comunità straniera a perpetrare reati sessuali.

Non solo Rotherham: dal 2010 al 2014, a Newcastle, una banda di diciassette uomini e una donna ha abusato sessualmente di circa cento ragazze di età compresa tra i 13 e i 25 anni. Gli stupratori erano di origine bengalese, indiana, iraniana, irachena e pachistana. Uno dei condannati, Badrul Hussain, dichiarò: «Tutte le donne bianche sono buone solo per una cosa, scopare ed essere usate come spazzatura».

Nel 2018, il quotidiano svedese Aftonbladet ha evidenziato come il numero degli stupri di gruppo fosse più che raddoppiato nei quattro anni precedenti in Svezia. Dei 112 uomini condannati – tra questi anche minorenni – 82 erano immigrati da Paesi extracomunitari, mentre l’età media delle vittime era di 15 anni. Per quanto riguarda la Danimarca, che non è stata colpita da un forte flusso migratorio (la popolazione straniera rappresenta il 6% dei residenti), un’inchiesta del Wall Street Journal ha registrato che, dal 2015 al 2019, gli immigrati condannati per il reato di violenza sessuale erano il 34% del totale.

Dal 2015 al 2018, in Austria, i «crimini contro l’integrità sessuale e l’autodeterminazione» sono aumentati del 53%. Benché nel 2018 gli stranieri residenti rappresentassero solo il 19,4% della popolazione residente totale, ben un terzo degli indagati per violenze sessuali erano immigrati. Addirittura, l’11% era costituito da richiedenti asilo in Austria. Nel 2017 e nel 2018, anche in Germania più di un terzo degli indagati per i reati di «stupro, coercizione sessuale e aggressione sessuale» non era di nazionalità tedesca. La percentuale di imputati stranieri per il reato specifico di violenza sessuale è passata dal 15% nel 2014 al 21% nel 2019. In particolare, dal 2017 al 2019, gli Zuwanderer (richiedenti asilo, richiedenti asilo respinti e clandestini, circa il 2% del totale dei residenti in Germania) hanno rappresentato il 16% degli indagati totali per stupro, coercizione e aggressione sessuale. In Francia, in soli due anni, dal 2016 al 2018, gli stupri sono aumentati del 31%, mentre le altre aggressioni sessuali del 32%.

Immigrazione: il caso italiano

Veniamo all’Italia. Nel 2019, gli stranieri residenti erano 5,3 milioni, l’8,8% della popolazione totale, dei quali 4.368.427 stranieri di un’età superiore a 14 anni. Ben 2.095 violenze sessuali su un totale di 5.022 sono state commesse da immigrati, il 41,7% del totale. I casi di violenza sessuale per cui sono stati denunciati minorenni stranieri sono stati 120, mentre sono state 229 le denunce nei confronti di minori italiani. Quindi, nel 2019, la propensione alla violenza sessuale degli stranieri è stata 7,7 volte maggiore di quella degli italiani – 7,5 volte se si considerano i dati aggregati dal 2014 al 2019.

I dati sulla propensione alla violenza sessuale degli stranieri coincidono con le condanne emesse in via definitiva. Nel 2017, su un totale di 1.693 sentenze emesse dai tribunali italiani, 702 hanno riguardato stranieri, ovvero il 41,5%. Per i reati di istigazione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, gli immigrati condannati sono stati 559 su un totale di 791 sentenze, il 70,7%.

Analizzando i dati dell’Eurostat sulle aggressioni sessuali nei Paesi europei, i dati sono sconcertanti…

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2 Commenti

  1. fin quando le nostre donne non si decideranno a criticare meno i nostri uomini e a fare più figli,saremo in GRAVE denatalità.

    e siccome i cagnoni che governano vedono ridursi il gregge di pecore da sfruttare (e quindi la ciccia per loro)
    che fanno?
    importano manovalanza dal terzo mondo,in modo di avere forza lavoro a basso costo e ripopolare il branco fregandosene del tenore di vita della popolazione autoctona.

    le nostre donne poi sono LE PEGGIORI NEMICHE DI SE STESSE,ormai si è ampiamente capito:
    infarcite come sono ideologia nazifemminista (e di conseguenti pretese a senso unico)
    NON si sposano e NON fanno più figli in giovane età
    (prima i divertimenti la scuola,i viaggi,il lavoro,l’indipendenza,le esperienze,il primo amore il secondo,il terzo il quarto ecc poi la carriera,e poi….molto poi,un uomo valido al fianco e forse,famiglia e figli)
    risultato,cominciano a pensare alla famiglia quando sono quasi fuori dal radar di un uomo normale,che desidera una famiglia.

    quindi non si trovano…
    e quando si trovano,raramente vanno d’accordo:
    perchè ormai i caratteri sono sedimentati e scarsamente adattabili,ed entrambi non sono più “l’uomo o la donna della vita” per l’altro,ma SOLO l’ultima delle storie a perdere che hanno avuto precedentemente.

    e QUANDO ANCHE VANNO D’ACCORDO,ormai vanno per i trent’anni…
    a volte anche trentacinque,quindi di tempo per fare figli ne rimane poco:
    quasi tutte le coppie oggi,ne fanno uno.

    e il problema diventa sempre peggiore….

    per quelle che non trovano (perchè uomini occidentali disposti a fare famiglia e figli oggi,con le leggi che ci sono…..cominciano a scarseggiare alquanto,specie con una che manco conoscevano l’anno prima)

    cosa resta?
    resta una carriera di gattare,
    una di divertimento per gente che di fare qualcosa di serio NON ne vuole sapere….
    oppure ripiegare sugli immigrati:
    uno che cerca la cittadinanza e non ha niente da perdere
    (e quindi niente nemmeno da prendere ovviamente)
    si trova sempre,dopotutto….
    certo,starci insieme è un’altra cosa.

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