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Roma, 6 feb – Saranno le luci, sarà la cortesia della padrona di casa o le comode poltrone dello studio, il motivo non si può sapere con certezza, ma certamente gli ospiti de “L’aria che tira” si sentono talmente a proprio agio da lasciarsi sfuggire di bocca ciò che andrebbe taciuto. Durante la puntata del 5 febbraio mentre si stava discutendo di “Cancellare Salvini” come scriverebbe Repubblica, Mario Morcone ha spostato l’attenzione sul Decreto Rimpatri Sicuri emanato dal governo giallofucsia il 4 ottobre 2019, lasciandosi sfuggire una dichiarazione alquanto singolare: “Una cosa che NOI non abbiamo mai voluto fare”.

Di quale “NOI” parla Morcone?

Dopo essersi candidato come sindaco di Napoli nel 2011 con una lista civica sostenuta da Partito Democratico e Sel, Mario Morcone è stato assoldato come capo di gabinetto del ministro santegidiano Andrea Riccardi (Governo Monti), e successivamente nel 2014 come capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione presso il ministero dell’Interno (Governo Renzi). Nel 2017, Morcone viene nominato capo di Gabinetto del ministero dell’Interno (Governo Gentiloni), in sostituzione di Luciana Lamorgese, destinata alla guida della Prefettura di Milano. Terminata la carriera nelle istituzioni con il governo gialloverde, Morcone passa nelle fila della cosiddetta società civile, diventando il direttore del Consiglio italiano per i rifugiati (Cir), l’associazione presieduta da Roberto Zaccaria, finanziata dalla Open Society Foundations di George Soros e beneficiaria dei fondi del ministero dell’Interno grazie alla gestione di numerosi progetti Sprar.

Si capisce quindi il desiderio di Mario Morcone riguardo all’azzeramento dei Decreti Sicurezza. Quello che invece indispettisce è quel “NOI” sfuggitogli durante il confronto televisivo. Ripercorrendo l’iter del Decreto Rimpatri Sicuri, i cui lavori partirono immediatamente dopo l’insediamento del governo gialloverde, la stesura subì molti rallentamenti a causa del dibattito interno tra il ministero dell’Interno di Salvini e quello degli Esteri di Enzo Moavero Milanesi, come ha ammesso ingenuamente Luigi Di Maio: “Negli ultimi quattordici mesi (cioè quando Salvini era ministro dell’Interno) è stato tutto fermo”.

Attività di lobbyng immigrazionista?

Successivamente invece, dopo solo un mese dall’insediamento del governo giallofucsia, con Di Maio alla Farnesina, il Decreto Rimpatri Sicuri era pronto alla pubblicazione. Si può presumere quindi che le reticenze e le resistenze della Farnesina, nei quattordici mesi di governo gialloverde, fossero causate anche dalle associazioni della società civile e dalla loro attività di lobbying, senza dimenticare che Moavero è stato ministro per gli Affari europei nel governo Monti proprio quando Morcone fu nominato capo di gabinetto del ministro santegidiano Andrea Riccardi. Questo spiegherebbe quel “NOI” di Morcone.

Francesca Totolo

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