Milano, 23 gen — Ennesimo fatto di brutalità legato al fenomeno della baby gang multietniche a Milano: risulta ormai quasi impossibile tenere il conto dei misfatti criminosi compiuti da questi gruppi di giovanissimi «italiani di seconda generazione», che dell’Italia odiano anche i sassi, impegnati a tenere in ostaggio le periferie (e non solo) di un numero sempre maggiore di città della Penisola.

Baby gang semina il terrore a Milano, in manette 16enne giamaicano

L’ultimo episodio legato alla piaga delle baby gang ha avuto luogo sabato 21 gennaio nei pressi Piazza Leonardo da Vinci, nel capoluogo lombardo. Protagonista in negativo un 16enne di origini giamaicane che è finito in manette dopo aver aggredito un gruppo di tre giovani e tentato di rapinarne altri con l’aiuto di complici. Per lui si sono aperte le porte del carcere Beccaria con l’accusa di tentata rapina e aggressione nei confronti di un 19enne figlio di poliziotto, che ha riportato una frattura scomposta delle ossa del naso. La prognosi è di 30 giorni.

Naso fratturato al figlio di un poliziotto

Il 16enne giamaicano — in compagnia di altri amici che però sono riusciti a sfuggire e non sono ancora stati identificati dalle forze dell’ordine — ha avvicinato un ragazzo in strada chiedendogli dei soldi. Al suo rifiuto la baby gang lo ha aggredito. A quel punto il 19enne è intervenuto per dare manforte alla vittima, ed è stato a sua volta aggredito dal branco che gli ha spaccato il naso. Il gruppo di stranieri, non pago di aver massacrato di botte i due ragazzi, si è spostato poco lontano in viale Romagna all’angolo con via Guerrini, dove ha aggredito e rapinato un 14enne. La polizia, allertata dalle prime due vittime, è intervenuta poco dopo la seconda rapina, bloccando il 16enne. 

Il comunicato del Mosap

«Il figlio di un nostro collega originario di Montefalco, in Umbria, è stato brutalmente pestato da una baby gang a Milano nei pressi di piazza Leonardo Da Vinci. Un gruppetto di ragazzi italiani di seconda generazione, ha accerchiato lui e un suo amico chiedendo soldi e poi passando ai fatti» denunciarlo Fabio Conestà, segretario generale del Movimento Sindacale Autonomo di Polizia (Mosap). «Per il figlio del collega, appena 20enne, 30 giorni di prognosi con frattura scomposta delle ossa del naso. Uno degli aggressori, minorenne, è stato arrestato dalle volanti. Purtroppo non è il primo episodio e sempre più spesso le baby gang si rendono protagonisti di brutali pestaggi».  I giovani delle baby gang, conclude Conestà, «molto spesso italiani di seconda generazione, si autoghettizzano in questi gruppi che usano la forza per affermarsi tra i coetanei. Altri seguono la stessa scia per emulazione»

Cristina Gauri

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