Roma, 23 set — Nonostante la comprovata efficacia delle terapie domiciliari e i danni del protocollo «Tachipirina e vigile attesa» il ministero della Salute sembra intenzionato a reiterare gli errori del passato: ne è convinto il dottor Andrea Stramezzi, candidato Italexit, strenuo sostenitore delle cure domiciliari contro il Covid e per questo considerato «eretico» dalla narrazione pandemica dominante. «Il ministero, Aifa e Ema sono intenzionati a somministrare la quinta, sesta e settima dose alla popolazione», spiega ai microfoni del Primato Nazionale a margine del comizio di Italexit a Campo de’ Fiori.

«Le dosi sono già state ordinate ma non sono aggiornate alle nuove varianti, sono cioè tarate sulle varianti già superate». Quindi perché inocularsi terapie geniche sperimentali non aggiornate? «Lo ha detto anche l’Ema, questo virus muta velocemente», pertanto è inutile «rincorrerlo» con campagne vaccinali dalla limitatissima copertura.

Stramezzi: il green pass? Un ricatto mafioso

L’unico modo che si ha per sconfiggere questa malattia è iniziare a «curare le persone dal primo giorno, evitando il ricovero in ospedale e la morte». Solo così si può porre fine a questo sistema che ha «ricattato i cittadini, li ha sospesi dal lavoro, li ha ridotti alla fame», ricorda Stramezzi. «E’ stato vergognoso, un ricatto mafioso, e noi vogliamo la commissione parlamentare d’inchiesta che verifichi le responsabilità. Loro sapevano tutto, perché se ne sono conoscenza io è impossibile che non lo sapessero i professoroni dell’Iss, o al Mario Negri, all’Aia e all’Ema. È ora di conoscere la verità: lo dobbiamo a 175mila morti, i loro parenti, e gli “invisibili”», cioè tutti quei cittadini italiani che fidandosi del governo si sono vaccinati e sono stati colpiti dagli effetti avversi dell’inoculazione. Effetti che in molti casi si sono rivelati invalidanti.

«Queste persone devono essere curate, bisogna fare ricerca su questi effetti avversi, non devono pagare il ticket perché imbrogliati e ricattati dallo Stato e soprattutto devono essere rimborsati i danni da vaccino così come i sospesi dal lavoro devono riavere il loro stipendio».

Cristina Gauri

Intervista di Valerio Benedetti

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