f35

Roma -23 feb. Il governo ha confermato l’impegno italiano nell’acquisto dei novanta “super aerei” della statunitense Lockheed Martin. Con un tweet la ministra della difesa Roberta Pinotti ha dichiarato che “ Il programma prosegue secondo l’illustrazione data al Parlamento” e che il “numero di 90 è stato stabilito dal precedente Governo” con buona pace della tanto acclamata spending review militare che secondo Renzi avrebbe dovuto tagliare, se non abbattere, i costi per l’acquisto del discusso velivolo.

Era stata una mozione proprio del Pd a portare il premier, appena cinque mesi fa, a dichiarare che si sarebbe impegnato a: «riesaminare l’intero programma F-35 per chiarirne criticità e costi con l’obiettivo finale di dimezzare il budget». Si sarebbe dovuti passare, quindi, dai tredici miliardi iniziali a sei e mezzo con cui però si sarebbe potuto acquistare, oltre ai sei già in hangar, appena altri venti F-35.

Nessun ridimensionamento quindi, menchemai un taglio ai costi, l’Italia va avanti nel programma F-35 come disegnato dal governo Monti, lo conferma anche Joe Della Vedova, portavoce dell’ufficio del Pentagono responsabile del programma F-35 che afferma che «l’Italia rimane impegnata nel programma e ad acquistare, in tale quadro, 90 caccia F-35”.

Si va avanti sul tracciato originale anche perché in ballo c’è molto di più della semplice pole position nella difesa aerea, c’è quell’accordo con la Lockheed Martin che ha già costruito a Cameri vicino Novara il suo centro di manutenzione per tutti gli F-35 europei e l’Italia non può perdere i quasi diecimila posti di lavoro che questo polo garantirebbe. Tuttavia le ombre restano e sono molte ma dagli States arriva una gigantesca pacca sulle spalle a Renzi che, «nonostante le pressioni politiche» (del suo stesso partito anche n.d.r.), è riuscito ad acquistare, il «numero giusto» di F-35 per assicurare la «la difesa del paese».

Test Flight

Difesa che comunque era assicurata egregiamente dalle squadriglie di Tornado e di Eurofighter Typhoon, questo per buona parte “made in Italy” veramente, che però non piace a Washington che si raccomanda a finche «l’Italia rimpiazzi la sua obsoleta forza di cacciabombardieri» ovviamente con quelli a stelle e strisce.

 In un paese distratto dai subbugli mediterranei e dalla rinata guerra fredda, la questione F-35 s’insinua e passa come l’acqua in una crepa muraria mentre supporters e detrattori tacciono intenti a scandagliare i dettagli più macabri dell’ultimo video Isis.

E questo lo sanno anche oltre oceano e sanno anche che non c’è nulla di meglio che uno spauracchio mondiale per richiamare all’ ordine i vecchi vassalli in un «momento di crescenti tensioni internazionali per i membri della Nato e, subito al di là del Mediterraneo, con militanti dello Stato islamico che stanno avanzando». Non c’è che dire niente male come mossa Kansas city.

Alberto Palladino

4 Commenti

  1. […] Di Alberto PalladinoIl governo ha confermato l’impegno italiano nell’acquisto dei novanta “super aerei” della statunitense Lockheed Martin. Con un tweet la ministra della difesa , questo per buona parte “made in Italy” veramente, che però non piace a Washington che si raccomanda a finche “l’Italia rimpiazzi la sua obsoleta forza di cacciabombardieri» ovviamente con quelli a stelle e strisce.Fonte:https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/italia-conferma-acquisto-90-f-35-17590/ […]

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