Roma, 3 nov – L’Italia è stata una delle nazioni con più restrizioni durante la pandemia. Un dato di fatto, difficilmente contestabile, se ci atteniamo al raffronto con tutti gli altri Paesi europei e più in generale occidentali. Non si tratta ovviamente di osservare nello specifico il primo periodo del lockdown, attuato anche all’estero quasi ovunque, bensì di tenere a mente le infinite zavorre imposte ai cittadini negli ultimi due anni e mezzo: chiusure prolungate, green pass, obblighi vaccinali per lavorare, mascherine al chiuso e all’aperto, limiti alla circolazione, caccia ai cosiddetti assembramenti, zone colorate che neanche un vestito di carnevale. Eppure Antonella Viola vorrebbe contestare queste evidenze del recente passato, provando a smontarle come se fossero falsi miti. Per farlo, si lancia in un paragone nientepopodimeno che con gli Emirati Arabi Uniti.

“L’Italia ha avuto meno restrizioni…”: il paragone della Viola con gli Emirati Arabi

“Nonostante si dica che l’Italia ha adottato misure più restrittive di altri Paesi, basta viaggiare per accorgersi che così non è”, scrive su Facebook l’immunologa dell’Università di Padova. “Al momento sono negli Emirati Arabi per lavoro e qui ancora oggi non si può entrare in nessuna struttura (musei, Università, persino la moschea di Abu Dhabi) senza il green pass che è una PCR (tampone molecolare). Chi ha fatto 3 vaccini può fare il tampone una volta al mese, chi non è vaccinato ogni settimana”, fa notare la Viola. “Questo è il classico esempio di una norma assurda e non basata su alcun dato scientifico: il tampone può avere senso se fatto 24 ore prima ma 7 o addirittura 30 giorni è ridicolo. Questo sì significa complicare inutilmente la vita dei cittadini. Quindi non solo non è vero che abbiamo avuto più morti ma non è neanche vero che abbiamo usato le misure più restrittive“, tuona la professoressa.

Ora, nessuno ha mai messo in dubbio che vi siano stati Paesi più rigidi dell’Italia e che tuttora certi Paesi applichino misure restrittive esagerate, nonché assurde. Sanno bene tutti qual è, ad esempio, la situazione in Cina. Con tutta evidenza però, quando si citano le imposizioni dei passati governi italiani, il paragone che viene fatto è che con le altre nazioni europee e occidentali non con l’assolutismo monarchico del Golfo. La Viola dovrebbe saperlo bene, tuttavia ha deciso di “sfatare i miti” azzardando un parallelismo con gli Emirati Arabi. Suvvia.

Alessandro Della Guglia

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