Roma, 3 nov – Prosegue spedita la macchina del pugno duro nei confronti di chi protesta contro il green pass, tra piazze interdette ai manifestanti e campagne allarmistiche a suon di sensi di colpa indotti. La vetta del grottesco è stata però raggiunta adesso, con il foglio di via obbligatorio rifilato a Stefano Puzzer. Al portuale di Trieste è stato infatti vietato il soggiorno a Roma per un anno, dopo che ieri ha piazzato un banchetto in piazza del Popolo per contestare il certificato verde.



Puzzer “cacciato” da Roma per un banchetto

La decisione è stata presa dalla Questura di Roma, che ha intimato così a Puzzer di rientrare a Trieste entro le 21 di oggi. La stessa Questura spiega che, in caso di violazione, il portuale commetterà un nuovo reato. A quel punto verrebbe denunciato alla Procura per manifestazione non preavvisata.
Un’ipotesi remota, considerato quanto affermato da Puzzer in un messaggio audio fatto circolare sul canale Telegram ‘La gente come noi Fvg’.

“Buonasera a tutti, come avete saputo ero in Questura a fare accertamenti. Sono stati un po’ lunghi, si sono accertati di tutto. Sono stato trattato con i guanti. Erano proprio brave persone – ha detto Puzzer – gente che non c’entra con questo sistema, anzi. L’unica cosa che vi dico domani sarò a Trieste. Stiamo tutti tranquilli, domani, dopo aver parlato con l’avvocato, faremo un comunicato di ‘Gente come noi’. Grazie per il supporto e per la preoccupazione”.

Un trattamento “con i guanti” ribadito poi a Fuori dal Coro, programma di Rete4, che ha raggiunto Puzzer al telefono. “Possiamo tranquillizzare chi è a casa e anche i miei parenti, sono stato portato in questura per accertamenti, e lo dico senza fronzoli, sono stato trattato molto gentilmente e molto umanamente, anche perché hanno capito che sono una brava persona”.

E’ la stessa Italia dei rave illegali?

Resta il fatto che un semplice banchetto ha causato a Puzzer addirittura il divieto di soggiorno a Roma per un anno. E’ dunque piuttosto lapalissiano l’obiettivo delle autorità – con il governo in testa – che intendono scongiurare  con questo modus operandi le contestazioni ‘no green pass’. Difficile pensare che sia davvero un metodo efficace e non viceversa la classica tolleranza zero che finisce soltanto per esacerbare gli animi. Sembra insomma che in Italia si possa partecipare – senza alcuna conseguenza – ai rave party illegali con migliaia di persone, ma non si possa manifestare ovunque contro il certificato verde.

Sabato 6 novembre a Trieste dovrebbe comunque tenersi un “corteo regionale” contro il green pass. “Saremo presenti con uno striscione e chiediamo a tutti quelli che non mollano mai di starci fianco a fianco per dimostrare a questo governo che non faremo passi indietro, fino all’eliminazione del Green Pass e dell’ obbligo vaccinale per le categorie colpite!”, si legge sul volantino postato sul canale Telegram ‘La gente come noi Fvg’.

Alessandro Della Guglia

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